Eredità senza eredi al Comune di residenza anziché allo Stato

14 luglio 2006

Il primo disegno di legge che Simonetta Rubinato ha depositato in Parlamento è di segno marcatamente federalista. La senatrice di Treviso ha proposto una modifica al codice civile (artt. 565 e 586) affinché le eredità, in assenza di testamento del defunto e di parenti entro il 6º grado, vengano devolute al Comune di residenza, invece che allo Stato, come accade ora.
«Si tratta di una proposta che intende valorizzare le istituzioni e le comunità più vicine ai cittadini - spiega Rubinato - In assenza di parenti eredi, infatti, le persone più legate al defunto sono in genere quelle appartenenti alla comunità in cui è vissuto, per cui è giusto che sia essa la beneficiaria dei suoi beni. Inoltre il Comune è senz'altro un amministratore più coscienzioso di quanto non possa esserlo lo Stato. Viste oltretutto le ristrettezze in cui versano i Comuni italiani, specie quelli veneti e trevigiani, non vedo perché le "eredità senza eredi" debbano continuare ad andare allo Stato.»
Se passerà tale proposta, dunque, i Comuni avranno una fonte in più di acquisizione di risorse, per quanto minima.
«Il nostro codice civile, che è del 1942, fa ancora riferimento ad un'architettura costituzionale ben diversa da quella accolta poi con la Costituzione del 1948. Secondo quell'impostazione Stato-centrica, affatto mirata a valorizzare le autonomie territoriali, poteva apparire coerente prevedere che, in assenza di altri successori, lo Stato fosse destinatario dell'eredità - spiega Rubinato -Dopo la riforma costituzionale del 2001, che segna un ulteriore passo in avanti nella valorizzazione dei livelli territoriali più vicini ai cittadini, tale disposizione risulta del tutto inaccettabile.»
Tale disegno di legge, di cui Rubinato è la prima firmataria, indica con chiarezza l'obiettivo principale che la senatrice si è data per il suo mandato di parlamentare trevigiana e veneta: tradurre in misure concrete il principio costituzionale di pari dignità istituzionale degli enti locali rispetto allo Stato.
Ma come è nata l'idea di partire proprio da questa battaglia? «Ho raccolto l'appello dei consiglieri Mariangelo Foggiato e Diego Cancian, che avevano sottoscritto una proposta di legge statale sull'argomento approvata all'unanimità dal consiglio regionale del veneto e inviata alla Camera - spiega la senatrice di Treviso - Mi è sembrata una battaglia giusta e, per poterla portare avanti in prima persona, ho presentato questo disegno di legge in Senato.»
Il disegno di legge n. 775 è stato depositato in Senato il 10 luglio scorso. Cofirmatario è Enzo Bianco, presidente della Commissione Affari Costituzionali. L'autorevolezza della sua carica istituzionale e il sostegno ottenuto finora da dieci senatori fanno ben sperare nella rapidità dell'iter di approvazione della proposta di Rubinato.

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pubblicata il 14 luglio 2006

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