Il Veneto avvia centomila vaccinazioni - La Tribuna di Treviso

16 giugno 2017

Pagina 12, Regione

di Filippo Tosatto VENEZIA In Veneto la vaccinazione antivirale corre su binari paralleli. Quello politico-istituzionale della Regione, che ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale l'obbligatorietà di 12 vaccini per la fascia di popolazione compresa tra 0 e 16 anni sancita dal decreto del ministro della salute Beatrice Lorenzin; quello medicale della sanità nostrana che, pur dissentendo dalla scelta governativa, ha avviato la procedura d'acquisto di 750 mila dosi destinata alla copertura vaccinale (entro il 12 settembre) di circa 100 mila tra bambini e ragazzi. Uno stock straordinario, che ha colto di sorpresa le stese case farmaceutiche, esteso com'è ad un ampio spettro di patologie (poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus, influenza di tipo B, morbillo, rosolia, parotite, varicella-meningococco B e C) pur consentendo, grazie ai cocktail polivalenti, di concentrare la somministrazione in quattro iniezioni. La spesa iniziale, totalmente a carico della Regione perché le vaccinazioni saranno gratuite e lo Stato non erogherà alcuna risorsa aggiuntiva, è stimata in 14 milioni per i sieri ma raddoppierà alla luce dei costi organizzativi e di personale. La decisione è scaturita da un incontro tra la virologa Francesca Russo (a capo del dipartimento prevenzione) e il direttore generale della sanità Domenico Mantoan. Quest'ultimo, convinto assertore della linea del dialogo e della "persuasione informata" dei genitori propugnata dal governatore Luca Zaia, non crede affatto nella coercizione e la ritiene anzi controproducente; tuttavia, non si sottrarrà all'applicazione del decreto che, per sessanta giorni a partire dal 7 giugno, avrà valore di legge, salvo decadere in caso di mancata conversione da parte del Parlamento, dove obiezioni e perplessità - «Meno obblighi, più partecipazione», l'appello della dem Simonetta Rubinato; «Lorenzin alimenta un allarmismo insensato», la critica del bersaniano Adriano Zaccagnini - si annunciano trasversali.In proposito, nel pomeriggio, l'assessore alla sanità Luca Coletto ha partecipato all'audizione delle Regioni in Senato in vista della discussione e del voto sul fatidico decreto. «Il Veneto è favorevole alle vaccinazioni ma su base volontaria, come avviene in tre quarti dei Paesi europei, a cominciare da Germania e Gran Bretagna», le sue parole «per noi è fondamentale la comunicazione scientifica rivolta alle famiglie, il dialogo diretto che favorisce l'adesione informata. Siamo contro le vaccinazioni coercitive perché ciò significa allontanare le persone dalla profilassi, vanificando i progressi raggiunti. Qualcuno, vaneggiando, ci ha paragonati ai No Vax: è vero il contrario, noi siamo a favore delle vaccinazioni, che hanno salvato tantissime vite, e lavoriamo per estenderle il più possibile. Però critichiamo le imposizioni, in particolare l'obbligo di iniettare dodici antivirus insieme pena multe fino a 7500 euro e interdizione dalle scuole d'infanzia»; tesi condivise dall'Alto-Adige (che ha impugnato a sua volta il decreto) e in parte dalla Lombardia di Roberto Maroni. La maggioranza delle Regioni, comunque, ha espresso consenso all'obbligatorietà («Non può esistere un federalismo vaccinale, le epidemie non conoscono confini», il commento del coordinatore sanità Antonio Saitta) salvo sollecitare una semplificazione delle procedure di iscrizione ad asili e materne. Sullo sfondo, il contrasto Roma-Venezia sulla verdicità dei dati epidemiologici diffusi. Con il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, che riconosce i progressi del Veneto ma ritiene la copertura del 92,6%, raggiunta su base volontaria, ancora insufficiente. Con Zaia che ribatte rivendicando il valore del risultato (l'Oms indica il 95% come soglia ottimale) e rimarca l'attendibilità della percentuale veneta - garantita da un'anagrafe vaccinale digitale unica in Italia, aggiornata in tempo reale dai pediatri - a fronte delle dubbie "autocertificazioni" esibite dalle altre regioni (per tutte, il mirabolante 96% vantato dal Molise) accolte senza batter ciglio da Iss e ministero.

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pubblicata il 16 giugno 2017

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