Approvata la risoluzione al Def. La mia relazione di maggioranza

28 aprile 2017

Questa settimana il Parlamento ha dato il via libera alla risoluzione al Documento di economia e finanza, con il quale il Governo individua ogni anno il senso di marcia e gli obiettivi che intende perseguire con il bilancio pluriennale dello Stato, nel cui ambito sarà costruita in autunno la legge di bilancio per il 2018. Scopo del DEF, in altri termini, è quello, al contempo, di informare il Legislativo degli indirizzi pluriennali di politica economica che il governo intende perseguire; e di vincolarvi l’esecutivo, a partire dall’anno di esercizio, ovviamente tenendo necessariamente conto del dibattito parlamentare, che si sostanzia in una Risoluzione. Allegato al Def il Piano nazionale riforme (PNR) e l'annuncio degli interventi correttivi sui conti pubblici richiesti da Bruxelles.
Essendo stata quest'anno relatrice del Def, puoi trovare a questi link: la relazione di maggioranza da me depositata agli atti e la relazione che ho svolto in Aula il 26 aprile scorso.
Nel Documento il Governo evidenzia come, a seguito di una crisi eccezionalmente lunga e profonda, che ha determinato tra il 2008 e il 2013 una perdita di prodotto interno senza precedenti nella storia recente, l’economia italiana da alcuni anni abbia continuato a percorrere il sentiero di ripresa iniziato nel 2014 e proseguito nel biennio successivo, con un andamento più graduale rispetto ai precedenti cicli economici ma significativo, considerato il permanere di diffusi fattori di freno e incertezza a livello globale ed europeo. Diverse evidenze testimoniano il recupero di capacità competitiva dell’economia italiana: l’avanzo commerciale ha raggiunto livelli elevati nel confronto storico ed è tra i più significativi dell’Unione Europea; i consumi privati, in ripresa dal 2014 e in crescita dell’1,3 per cento nel 2016, hanno beneficiato del sensibile recupero del reddito reale disponibile, anche grazie alla pressione fiscale scesa dal 43,6 nel 2013 al 42,3 per cento nel 2016 (al netto degli 80 euro mensili per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi), di più favorevoli condizioni di accesso al credito e del mercato del lavoro in ripresa, con un numero di occupati che ha superato di 734 mila unità il punto di minimo toccato nel settembre 2013.
Anche se il miglioramento dei dati e delle aspettative nelle economie avanzate, Italia compresa, potrebbe giustificare una significativa revisione al rialzo della previsione di crescita del PIL per il 2017, il Governo ha scelto di adottare una valutazione prudenziale volta a fornire stime robuste, attestando la previsione di crescita del PIL reale tendenziale per l’anno in corso all’1,1 per cento - comunque un decimo di punto percentuale più alta rispetto alla stima contenuta nella Nota di Aggiornamento del DEF 2016 e confermata nel Draft Budgetary Plan 2017 di ottobre 2016 - al pari della programmatica. E di proseguire anche nei prossimi anni nel solco della strategia del contemporaneo sostegno alla crescita e all'occupazione (attraverso riforme strutturali, stimolo agli investimenti privati e pubblici, riduzione del carico fiscale, efficientamento della spesa, miglioramento dell'ambiente d'impresa e della capacità competitiva del sistema) e del rispetto degli obiettivi del contenimento del deficit e del debito pubblico, strada obbligata - come ho sottolineato nella mia replica in Aula (la trovi cliccando qui) - per un Paese che ha il terzo debito pubblico al mondo.
Infine cliccando qui trovi il testo della risoluzione di maggioranza approvata dalla Camera (concordata nel contenuto anche con il Senato), che impegna in primis il Governo a disattivare l'incremento delle aliquote IVA e delle accise sugli olii minerali, che scatterebbe nel 2018 per effetto delle clausole di salvaguardia sostituendolo con misure compensative dal lato della spesa e delle entrate. Tra i vari obiettivi condivisi tra i gruppi di maggioranza, in qualità di relatrice ho proposto di rafforzare gli investimenti pubblici, con priorità per quelli riguardanti la cura del territorio e il contrasto del dissesto idrogeologico; migliorare il percorso di programmazione, progettazione, effettiva realizzazione e valutazione delle opere, fornendo certezze procedurali e finanziarie indispensabili all'attività di investimento; favorire forme di reale autonomia e responsabilità finanziaria degli enti locali, creando le condizioni per il superamento del sistema di finanza derivata, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, definendo un assetto organico e complessivo della finanza locale caratterizzato da semplicità, sfoltimento dei vincoli contabili e ordinamentali, superati dal nuovo assetto delle regole finanziarie, allentamento dei vincoli al turn over e certezza delle risorse; incentivare il ruolo attivo degli enti territoriali nelle attività di recupero dell'evasione fiscale; garantire l'effettivo esercizio delle funzioni fondamentali da parte delle province e delle città metropolitane, anche mediante l'attribuzione a carattere strutturale di adeguate risorse finanziarie e le opportune modifiche alla legislazione vigente; promuovere interventi volti a rafforzare la presenza femminile nel mondo del lavoro, proseguendo nell'introduzione di misure volte a favorire la condivisione dei carichi familiari e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nonché ampliando e rafforzando il Sistema integrato di educazione e di istruzione per l'infanzia e i servizi alla famiglia, in particolare nelle aree del Mezzogiorno; favorire l'incremento dell'occupazione giovanile anche attraverso la predisposizione di interventi selettivi sul cuneo fiscale; in materia fiscale, assicurare il rispetto dei tempi previsti dalla legislazione vigente per le procedure di rimborso dei crediti Iva derivanti dall'applicazione dello split payment; proseguire nello sforzo di messa in sicurezza degli edifici e dei contesti urbani attraverso le misure di prevenzione, manutenzione e ristrutturazione, favorendo in particolare, nell'ambito delle agevolazioni esistenti per i condomìni, l'accessibilità al beneficio da parte dei contribuenti incapienti; proseguire nel percorso di sviluppo sostenibile del Paese per stimolare la crescita economica conciliandola con la tutela dell'ambiente, la protezione e promozione sociale e, nel particolare ambito delle politiche ambientali, a rimodulare progressivamente le risorse per i cosiddetti sussidi dannosi, ai fini dell'operatività dell'accordo Parigi-COP21 e dell'attuazione dell'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile.


pubblicata il 28 aprile 2017

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