Il Pd veneto è spaccato Rubinato: comitato del Sì Azzalin crea quello del No - Giornale di Vicenza

26 aprile 2017

Pagina 9, Regione

Come si intuiva già nei mesi scorsi, il Pd veneto si sta presentando spaccato alla lunga corsa verso il referendum per la maggiore autonomia del Veneto. Già l'altro giorno, spiazzando di fatto i vertici del partito che sono in stand by perché domenica si voterà alle primarie per il nuovo segretario regionale tra il renziano Alessandro Bisato e l'orlandiano Giovanni Tonella, i "giovani turchi" con il deputato Alessandro Naccarato e il consigliere regionale Graziano Azzalin hanno annunciato la costituzione di un comitato del No per il referendum: «È soltanto la costosa messinscena di Zaia, non produrrà nulla, è propaganda populista che alimenta la sfiducia nelle istituzioni. Noi votiamo no e lavoreremo perché nel Partito Democratico si apra una discussione per portare tutto il partito sulla posizione del no. Inizieremo intanto con degli incontri ma lavoreremo per il no anche con banchetti, mi auguro assieme a tutto il Pd. I due ricordano che «la Costituzione prevede un'autonomia su alcune materie precise e su questo il Governo si è già detto disponibile quindi non si capisce perché Zaia non voglia rispettare le norme. L'unica ragione è coprire il suo fallimento con un appello al popolo, il populismo più classico».Di tutt'altro avviso, sempre nel Pd, la deputata Simonetta Rubinato: proprio di fronte al candidato renziano alla segreteria regionale, Alessandro Bisato, lunedì sera a Roncade per un affollato confronto verso le primarie, Rubinato ha annunciato che darà vita da centrosinistra a comitati per il Sì «perché un'altra occasione così per cambiare il Veneto e l'Italia non torna più». Bisato, da parte sua, ha detto che «l'autonomia del Veneto è il tema dei temi, in linea con l'assetto statuario del Partito democratico», e questo è stato colto dalla deputata - riferisce una nota - «un buon punto di partenza». Per Rubinato infatti il prossimo referendum sull'autonomia «non è solo un'opportunità storica di democrazia diretta che darà voce alle istanze della società veneta, ma è anche l'occasione per il Partito democratico di mettersi in sintonia con le aspirazioni di questo territorio dopo la sconfitta delle regionali. Un partito perde la sua funzione se non è rappresentativo del sentiment profondo di un popolo». Ai sostenitori del "No" dentro il Pd replica che «nessuno può volere il federalismo, come scriveva bene nel 1996 Giorgio Lago, come strumento politico per smembrare il Paese, perché il federalismo serve anzi per unire o tenere unito». E aggiunge che «è proprio su questo che dobbiamo correggere Zaia che ancor ieri, all'atto di firmare il decreto di convocazione del referendum, teneva in vita la prospettiva dell'indipendenza che è l'opposto rispetto all'autonomia e al federalismo. Ricordiamogli che continuare a brandire anche l'indipendenza o secessione rischia di uccidere in partenza la battaglia per l'autonomia. L'autonomia responsabile è invece sfida di buon governo per riformare lo Stato centralista, negli ambiti cruciali del fisco e della pubblica amministrazione, rafforzando così anche la costruzione di un'Europa delle regioni. A noi tocca ora il compito di riempire la sfida dell'autonomia di contenuti facendo un nostro manifesto».P.E.

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pubblicata il 26 aprile 2017

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