La lettera del Presidente di Treviso dell'Associazione medici per l'ambiente - ISDE Italia

22 aprile 2017

L’ Associazione ISDE Italia,

nel ribadire con forza che la vaccinoprofilassi è:
- misura di prevenzione efficace
- presidio fondamentale di sanità pubblica di tutela della salute della popolazione in generale e dei bambini in particolare,
ritiene prioritaria l’ adozione di un piano di comunicazione istituzionale di sensibilizzazione della popolazione sui benefici legati alle vaccinazioni.
In particolare chiede siano diffuse puntuali e dettagliate informazioni sui rischi delle complicanze delle malattie prevenibili con la vaccinazione e sui benefici ad essa collegati.
Solamente attraverso la cura e lo sviluppo di una conoscenza basata sull’ evidenza scientifica si possono affrontare e correggere alcune fuorvianti informazioni pseudoscientifiche o credenze errate sulla reale sicurezza dei vaccini. In questa direzione la tutela della salute pubblica e quella del singolo cittadino si devono perseguire anche attraverso l’obbligatorietà delle vaccinazioni. In tale contesto, alla libertà di cura del singolo cittadino, si antepone il dovere da parte delle istituzioni di evitare il propagarsi di epidemie causate da virus e batteri ritenuti pericolosi con lo sviluppo di programmi nazionali vaccinali atti al raggiungimento e al mantenimento delle coperture di cicli vaccinali completi. Ciò è possibile con il coinvolgimento attivo di tutti gli operatori sanitari in primo luogo dei MMG e dei PLS. Un nuovo piano di vaccinazioni che preveda un’ estensione dell’ offerta vaccinale per malattie ulteriori rispetto ai cicli vaccinali “di base” ( vaccino esavalente; vaccino contro il Morbillo, Parotite e Rosolia, vaccini contro le meningiti e contro il Papilloma virus) deve attenersi ad un processo decisionale trasparente basato su una valutazione delle priorità ed una attenta analisi delle criticità oggi manifestate da una diffusa cultura antivaccinale. Somministrare diversi vaccini, tutti assieme, in una ristretta fascia di età, porta con sé il rischio di generare ulteriore diffidenza in ampia parte della popolazione, sull’ istituto delle vaccinazioni , rischio questo reale se associato a provvedimenti coercitivi e all’ indisponibilità di composti monovalenti.


pubblicata il 22 aprile 2017

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