Ici paritarie, bene tavolo Governo: ma il è tema è il pluralismo educativo

26 luglio 2015

"Di fronte alle sentenze della Cassazione sull'applicazione dell'Ici alle scuole paritarie di Livorno, la politica italiana smetta di guardare al dito per evitare di vedere la luna" dichiara la deputata del Pd Simonetta Rubinato. "Il punto non è tanto l'esenzione a fini Ici per queste scuole, se sia o meno aiuto di Stato secondo la normativa europea (peraltro con l'Imu la normativa è stata finalmente chiarita dal 2012 in poi a forza anche delle battaglie ed interrogazioni che ho fatto io stessa) - spiega la deputata veneta -. Il nodo centrale che va finalmente affrontato è piuttosto se l'ordinamento italiano sia conforme o meno a ben due risoluzioni europee che impongono agli Stati membri di riconoscere la libertà di scelta educativa e di insegnamento, anche con le sovvenzioni pubbliche necessarie a non discriminare organizzatori, genitori, alunni e personale di queste scuole, e ciò in perfetta armonia con l'art. 33 della Costituzione che qualche ideologo laicista continua a leggere come gli fa comodo". E la risposta è no secondo Rubinato: in Italia genitori ed alunni che accedono al servizio pubblico erogato dalle scuole paritarie (senza avere spesso neppure l'alternativa di una scuola statale, come accade ad es. per l'infanzia) subiscono una ingiustizia, una violazione alla libertà d'istruzione. In fondo discutere dell'esenzione delle imposte sugli immobili adibiti a scuole consente di continuare a parlare d'altro. Anche se alla fine per le casse dello Stato è autolesionistico mettersi nella condizione di rischiare di perdere il cospicuo risparmio che queste scuole assicurano ogni anno. Anche se non si capisce perché il legislatore non possa dare attuazione al principio della sussidiarietà orizzontale previsto dall'art. 118 ultimo comma della Costituzione anche attraverso agevolazioni fiscali. 

"Dunque queste sentenze della Cassazione (che certo saranno corrette e conformi alla legge) di fatto avranno la conseguenza di ampliare l'ingiustizia che già esiste a danno della libertà d'istruzione dei genitori, degli alunni e del personale di queste scuole" - commenta la parlamentare -. "Perciò bene che si apra un tavolo di confronto a Palazzo Chigi per un chiarimento definitivo: ma chiedo al Premier Renzi che non sia solo sul trattamento fiscale degli immobili, ma sulla effettiva libertà di istruzione in Italia, visto che il pluralismo educativo è drammaticamente arretrato: 50 anni fa le scuole paritarie erano il 27% dell'offerta educativa, oggi sono solo il 12% (incluse le materne). Per questo occorre fare presto, non c'è più tempo da perdere o altre scuole continueranno a spegnersi come luci di una cultura di cui nessuno più si cura".

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pubblicata il 26 luglio 2015

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