Turismo, Treno Dolomiti? Ipotesi affascinante. Prima però Zaia faccia funzionare i treni dei pendolari

12 novembre 2015

“Credo che sia strategico porsi l'obiettivo di uno sbocco ferroviario diretto del Veneto verso l'Austria, cogliendo a livello nazionale l'occasione del centenario della Prima guerra mondiale. Ma siamo proprio sicuri che l'ipotesi del Treno delle Dolomiti rilanciata da Zaia sia quello di cui hanno più bisogno ora le nostre comunità montane del Cadore? La Regione Veneto dovrebbe prima di tutto garantire la certezza dei collegamenti per i pendolari nel periodo invernale e Zaia dovrebbe sapere che già 25 anni fa uno studio di fattibilità promosso dall’ente regionale (e ben pagato) aveva decretato l’insostenibilità economica e sociale di questa idea. Forse è il caso di rimanere con i piedi per terra”. Lo afferma la parlamentare Simonetta Rubinato che interviene nel dibattito di questi giorni seguito all’annuncio del Governatore veneto della prossima firma di un accordo con la Provincia Autonoma di Bolzano.

“Ancora una volta – osserva la deputata del Pd – assistiamo ad un’uscita ad effetto sui giornali da parte di chi, invece, non ha ancora dimostrato di saper risolvere i problemi quotidiani delle tante migliaia di  veneti, lavoratori e studenti, in particolare del bellunese, che ogni giorno devono fare i conti con l’odissea del servizio ferroviario regionale. L’iniziativa di un collegamento ferroviario con Dobbiaco, e aggiungerei ancor più con la Pustertal e Lienz, è certamente affascinante. Ma perché essa non si risolva in un boutade o in un altro mega progetto insostenibile, come quello della Tav Venezia-Portogruaro costato ai contribuenti 14 milioni di euro in progettazioni e poi accantonato, è necessario che essa si inserisca in un piano più generale del trasporto ferroviario coerente con la dinamica della domanda, a partire dalle esigenze quotidiane di spostamento dei veneti, soprattutto di quelli che vivono in territorio montano e si confronti con i costi della sua realizzazinone e gestione”.

"In ogni caso un’opera di tale portata necessità di una corretta analisi costi-benefici, anche sotto il profilo sociale ed ambientale. Perché il Veneto non è, ahinoi, la Provincia autonoma di Bolzano che può permettersi di ripianare le perdite fatte registrare annualmente dalla linea della Val Venosta, portata ad esempio dai fautori del Treno delle Dolomiti, che costa 7,5 milioni di euro l’anno ma ne incassa soltanto 1,5” ammonisce Simonetta Rubinato.

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pubblicata il 12 novembre 2015

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