Stop reintegro direttore scuola Villorba, il Governo si muove

12 giugno 2015

Il Governo si opporrà in sede giudiziaria al reintegro del direttore dei servizi amministrativi dell’istituto comprensivo di Villorba-Povegliano. Non solo: nella legge delega sulla Pubblica Amministrazione, in discussione alla Camera, saranno introdotte delle modifiche normative per evitare che in futuro si possano verificare situazioni paradossali come questa che vede un dipendente della Pa, condannato per peculato, reintegrato nell’impiego con diritto al risarcimento del danno da una sentenza del giudice del lavoro, sembra per motivi formali attinenti alla procedura per il licenziamento. 

A darne notizia è stato stamane il sottosegretario all’istruzione, Gabriele Toccafondi, in risposta all’interpellanza urgente presentata da Simonetta Rubinato e sottoscritta da un folto gruppo di deputati. Toccafondi ha annunciato in Aula che l’Ufficio scolastico regionale del Veneto sta predisponendo il ricorso in opposizione all’ordinanza del giudice e intende porre in essere ogni iniziativa utile a tutelare la credibilità della Pubblica Amministrazione e che il Governo interverrà nella legge delega PA per far sì che in futuro il rispetto della forma procedimentale non possa prevalere sulla gravità dei fatti. 

“Sono pienamente soddisfatta – commenta la parlamentare del Pd che illustrando l’interpellanza aveva dato voce ai genitori e ai tanti lavoratori della scuola che le avevano scritto per manifestare la loro rabbia per una decisione che gettava discredito nell’istituzione scolastica – perché il Governo ha garantito che intende perseguire in sede giudiziaria il rispetto della legalità non solo formale ma anche sostanziale. Attendiamo ora di vedere le modifiche al disegno di legge delega sulla PA che saranno introdotte alla Camera. Io stessa ho presentato due emendamenti per prevedere che nei confronti del dipendente pubblico che ha commesso reati contro la Pubblica amministrazione accertati con sentenza passato in giudicato, anche di patteggiamento, consegua in ogni caso l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego, perché mai come in questo momento abbiamo bisogno di dare merito a chi lavora con onestà e decoro negli uffici pubblici”.

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pubblicata il 12 giugno 2015

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