Caso Gallo, no ad intimidazioni nella sanità veneta

18 novembre 2014

“Siamo di fronte ad un atto di regime: la mancata riconferma del dottor Giovanni Gallo alla direzione del dipartimento di prevenzione dell’Usl 9 ha l’amaro sapore di una punizione. Invito per questo i cittadini, visto che è in gioco un bene importante come la salute, a ribellarsi a questo modo di fare politica che non riconosce il merito, ma premia soltanto la fedeltà senza se e senza ma”. Lo dice Simonetta Rubinato che stamane ha espresso personalmente la sua solidarietà al medico rimosso dal suo incarico dal direttore generale dell’Usl 9, ‘sapendo – spiega - quanto sia apprezzato sul territorio per gli ottimi risultati raggiunti nelle campagne di prevenzione e screening oltre che nelle attività innovative avviate con i servizi sociali di tanti comuni’.

“Il dipartimento di prevenzione dell’Usl di Treviso, sotto la guida del dottor Gallo, è diventato un punto di riferimento a livello regionale. A dimostrazione che le competenze tecniche che dovrebbero stare alla base del rapporto fiduciario tra il dirigente e l’organo politico ci sono. Allora quali sono le vere ragioni della mancata riconferma? Forse – conclude la parlamentare candidata alle primarie del centro sinistra per le regionali – viene da pensare che l’unica sua colpa sia quella di aver contraddetto, durante una conferenza stampa sull’ebola, il governatore Luca Zaia. Il che sarebbe grave perchè si tratterebbe di un tentativo di intimidazione contro chi, nella sanità veneta, osa contraddire il potere costituito”.

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pubblicata il 18 novembre 2014

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