Vaccini, Zaia: «Pronti a impugnare la legge» Intanto è caos al Senato - Corriere del Veneto

20 luglio 2017

Pagina 3, Primopiano

venezia Dopo aver impugnato il decreto Lorenzini sull’obbligo vaccinale il Veneto impugnerà davanti alla Consulta anche la legge di conversione in discussione in queste ore al Senato. Se mai verrà approvata. La discussione a Palazzo Madama, infatti, si è arroventata ieri, quando il dibattito nato da un emendamento per le dosi monocomponenti ha portato ad un duro scontro tra il ministro della Sanità Beatrice Lorenzini e Stefano Esposito, senatore Pd, corrente Orfini-Renzi. Si è rischiato l’incidente, sono mancati i numeri e, per non andare sotto, la maggioranza si è vista costretta a chiedere la sospensione dei lavori dell’Aula, così che tra i senatori in molti sospettano che, tramontato lo ius soli, possano essere proprio i vaccini il casus belli per far cadere il governo.

Il governatore Luca Zaia stiletta: «È il caos totale, prima dovevano essere 14 vaccini obbligatori, ora sono scesi a 10 più 4 consigliati, piovono emendamenti da ogni parte, la maggioranza non ha i numeri, forse neppure riescono a convertire il decreto nei 60 giorni previsti... Per tutti questi motivi, finché non avrò la legge in mano il Veneto non darà applicazione alle nuove regole volute dal ministro Lorenzin. Poi la impugneremo perché non accetto che non venga rispettata la nostra scelta di abolire l’obbligo vaccinale, che venga incrinata la fiducia con i nostri cittadini, che si spinga con la coercizione nella direzione opposta a quella auspicata e cioè verso l’abbandono».

Zaia è intervenuto anche in tema di autonomia, lamentando il silenzio del ministero dell’Interno di fronte alle ripetute richieste di collaborazione per il referendum del 22 ottobre («Vogliono far fallire la consultazione negandoci i timbri delle prefetture, un atteggiamento miserabile, ma noi andiamo avanti») e ironizzando sulla richiesta di trattativa avanzata in questi giorni dall’Emilia Romagna al governo: «Sapevamo da mesi che Bonaccini e Bressa stavano lavorando a questa ipotesi, che stupisce visto che dal 2001 a oggi l’Emilia Romagna non aveva mai chiesto alcunché. Comunque io tifo per loro perché se ce la fanno, il giorno dopo arriviamo noi e la Lombardia». Sul punto interviene anche la senatrice dem Simonetta Rubinato: «L’iniziativa di Bonaccini mi fa piacere perché conferma l’utilità del mio emendamento del 2013, che impone al governo di avviare il negoziato entro 60 giorni dalla richiesta, e perché per la prima volta dalla riforma del Titolo V si aprirà una trattativa sulla base dell’articolo 116. Mi auguro che nessuno si presti a strumentalizzare tutto per pure contrapposizione politica».

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pubblicata il 20 luglio 2017

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