Decreto avanti piano Bazoli: guai se salta - La tribuna di Treviso

05 luglio 2017

Pagina 2, Primopiano

di Eleonora VallinwPADOVA Il ministro Pier Carlo Padoan confida «sulla saggezza del Parlamento nel dare via libera a un decreto importante per le banche e il Paese». Grillini, Lega e Forza Italia promettono battaglia. L'anti Renzi, il governatore della Puglia Michele Emiliano ha aperto con il suo «invotabile» uno squarcio nel Pd che stamattina si troverà alle 8.30 alla Camera per fare il punto della questione. Pier Luigi Bersani rassicura: «Votiamo la fiducia (per ora è un'ipotesi, ndr), nel merito vedremo». Padoan si difende: «C'è una scarsa conoscenza di regole e fatti. Mi dimostrino che si potevano trovare soluzioni migliori». Nulla è scontato: il salvataggio delle banche venete è appeso al filo di un decreto che dovrà passare le forche caudine di un dibattito acceso. Sul testo pendono oltre 500 emendamenti: «Una cifra impressionante» chiosa Padoan, ma aggiunge: «Non è una novità». I paletti di Intesa. Il contratto di cessione firmato da Intesa SanPaolo dice che se cambia una virgola salta tutto. Ieri il presidente emerito di Ca' De Sass Giovanni Bazoli l'ha detto: «Se la soluzione trovata a questo grosso problema non andasse in porto ci sarebbero conseguenze molto gravi per l'economia e per il territorio veneto». «Comprendo tutte le ragioni di chi avanza critiche e sottolinea le conseguenze di questo dissesto, perché è una liquidazione che ha comportato conseguenze per tanti risparmiatori ma la soluzione trovata è l'unica e permette di evitare conseguenze gravi» ha aggiunto. Se il decreto non sarà convertito o ci saranno modifiche tali da rendere «più onerosa» l'operazione di Intesa scatterebbe «automaticamente» la risoluzione del contratto. L'iter. Ieri la commissione Finanze ha dichiarato inammissibili 33 emendamenti sui 560 depositati. Tra le proposte di modifica figura anche quella di Giovanni Sanga (Pd), che prevede il passaggio in questo provvedimento del dl che sospende per sei mesi il rimborso del bond di Veneto Banca. E al momento appare questa l'unica correzione al testo che potrebbe ottenere luce verde da Montecitorio. Il testo è atteso in aula 10 luglio. Bankitalia dice. La soluzione messa in campo dallo Stato con il decreto ha evitato una «liquidazione atomistica» che «avrebbe comportato costi molto elevati per tutti gli attori coinvolti» scrive Bankitalia nella memoria depositata in commissione Finanze e resa pubblica ieri con quella della Consob (si veda box a fianco). Senza questa soluzione, «100 mila Pmi e 200 mila famiglie sarebbero state costrette a restituire per intero circa 26 miliardi di crediti». Sarebbero serviti anni per «ottenere il rimborso (circa 20 miliardi) per depositanti e obbligazionisti senior». Con la liquidazione, si precisa infine, «il costo della crisi aziendale è stato fatto ricadere in primo luogo sugli azionisti e sui detentori di obbligazioni subordinate»: «i diritti di questi ultimi - continua Banca d'Italia - potranno essere soddisfatti solo nell'eventualità in cui lo Stato recuperi integralmente quanto versato a supporto dell'intervento e siano stati soddisfatti gli altri creditori».Il dibattito. «Chiunque sia in buona fede sa che, per evitare un peggiore patatrac creditizio a Nordest - spiega la deputata Pd Simonetta Rubinato - la conversione in legge del decreto è un passaggio obbligato». Sulla stessa linea Bruno Tabacci (Des-Cd): «Se non si dovesse convertire il decreto ci assumeremmo la responsabilità di un bail in con effetti drammatici». «Siamo disponibili a valutare di assumerci la grave responsabilità che accompagna questo decreto a condizione che quando si andrà a votare la conversione ci sia in Gazzetta ufficiale la legge costitutiva della Commissione d'inchiesta» ha dichiarato Enrico Zanetti di Scelta Civica. Polemica la Lega: «Siamo di fronte a un decreto legge incostituzionale che discrimina i risparmiatori» dice Filippo Busin. «Abbiamo presentato 40 emendamenti. Se il governo metterà la fiducia se ne assumerà totalmente la responsabilità» ha precisato Renato Brunetta, capogruppo di FI alla Camera. Ieri l'ennesimo appello di Luca Zaia ai parlamentari: «Pensate agli azionisti».

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pubblicata il 05 luglio 2017

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