Oltre 700 emendamenti E nel Pd il caso Emiliano - Finegil

04 luglio 2017


Pagina 12, Economia

di Luigi Dell'Olio PADOVA Circa 700 emendamenti, oltre la metà (circa 450) presentati dal Movimento Cinque stelle. Mentre Michele Emiliano, governatore della Puglia e sfidante di Matteo Renzi al congresso, apre un nuovo fronte nel Pd e contro il governo. È iniziato ieri il cammino parlamentare per la conversione del decreto che ha consentito di superare la crisi di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Oggi sarà dichiarata l'ammissibilità degli emendamenti proposti: il voto inizierà domani con l'obiettivo di chiudere entro la settimana, in tempo per mandare il testo in aula il 10 luglio. Il testo prevede il passaggio di una parte degli asset in bonis dei due istituti a Intesa SanPaolo e il via libera alla costituzione di una bad bank che si occuperà di valorizzare gli asset che hanno mercato e di vendere (si spera a un prezzo accettabile) i non performing loans. Ieri il provvedimento, destinato ad assorbire anche il decreto che ha congelato il bond in scadenza di Veneto Banca, è approdato alla commissione Finanze della Camera, che ha deciso di procedere a tappe spedite: niente audizioni, ma esame delle memorie scritte messe a punto da Banca d'Italia e Consob. La maggioranza è orientata a non apportare correzioni al decreto, su cui già si dà per scontato il ricorso alla fiducia da parte del governo. Intesa si è detta pronta a ritirare l'offerta nel caso vi fossero cambiamenti alle condizioni. Il percorso per una rapida approvazione del testo è stato però criticato dai deputati del Movimento 5 Stelle. «Strana coincidenza, ma quando si tratta di fare regali alle banche, chissà come mai, i decreti arrivano sempre a Natale, Ferragosto o durante una domenica di ballottaggio elettorale", scrivono in una nota. È evidente che si cerca di elargire passando il più possibile inosservati». Mentre Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, attacca su Facebook: «Mentre si procede alla velocità della luce sul decreto che regala gli attivi delle banche venete a Banca Intesa SanPaolo, azzera gli azionisti e scarica perdite e rischi sui contribuenti, continua la scandalosa melina sulla commissione d'inchiesta sulle banche: approvata dopo un anno e mezzo il 21 giugno, la legge a distanza di 12 giorni (!!!) non è ancora in Gazzetta Ufficiale». Critiche sono arrivate anche dalla minoranza Pd, con Michele Emiliano, che parla di «decreto invotabile perché tradisce i risparmiatori». «Questo approccio discrasico esaspera ulteriormente la tensione sociale delle centinaia di migliaia di risparmiatori incolpevolmente coinvolti nei dissesti bancari» dice Emiliano. «Il decreto ha bisogno di modifiche, e la prima modifica deve riguardare il trattamento degli azionisti: quei 205 mila veneti che hanno perso tutto e hanno diritto di essere ristorati. Un segnale, per l'avvio di una transazione sarebbe ben accolto dal territorio» aveva detto in mattinata il governatore del Veneto, Luca Zaia. «Serve far presto ma anche bene» ha ribattuto l'onorevole Simonetta Rubinato (Pd). La parlamentare ha presentato alcuni emendamenti volti a tutelare le aziende esposte con fidi e i piccoli risparmiatori. «Con il passaggio di conversione in Parlamento - prosegue Rubinato - si deve cogliere l'occasione per dare ascolto ai tanti dubbi, anche sotto il profilo di costituzionalità delle norme». La liquidazione delle due banche venete «è stata fatta secondo le regole Ue» e «il mercato ha reagito positivamente alla mossa del governo» ha quindi precisato ieri il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, sottolineando che l'operazione, insieme a quella Mps, «rappresenta una svolta che ha spazzato via le nubi sopra il settore bancario» italiano. Sabatini ha aggiunto che i «due accordi ridurranno le sofferenze di circa 50 miliardi» ed ha escluso che altre banche abbiano bisogno di «aiuti di Stato».

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pubblicata il 04 luglio 2017

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