Corte dei Conti: caserma Serena, un modello - La tribuna di Treviso

22 marzo 2018

Pagina 23, Cronaca

Le ex caserme Serena promosse dalla Corte dei Conti come modello di «buone gestione» nell'accoglienza dei profughi.E' quanto emerge dal dossier della magistratura contabile sul sistema dell'accoglienza a dei migranti dal 2013 al 2016, che fotografa, costi sprechi, distorsioni, criticità del sistema ma anche i buoni modelli spari per l'Italia.In un Veneto che brilla, spicca il caso di Treviso e delle ex caserme ai confini tra capoluogo e Dosson. Il rapporto delle Corte dei Conti evidenzia infatti un risparmio di oltre 7 euro pro capite al giorno per migrante accolto, grazie alle economie di spesa, dai 35 euro fissati come parametro dal Ministero ai 27,85 di costo reale alle Serena.«Fa piacere apprendere che l'ex caserma Serena di Treviso sia stata individuata dalla Corte dei Conti come esperienza da assumere a modello nella gestione della prima accoglienza degli immigrati», commenta Simonetta Rubinato, già onorevole del Pd, oggi esponente di Autonomia Dem, «applicato su scala nazionale ai 181.000 migranti sbarcati nel 2016 avrebbe comportato un risparmio complessivo di oltre 450 milioni di euro l'anno». Il rapporto premia anche, per standard, costi di efficienza, il modello di accoglienza di Treviso e del Veneto. «Rimane il fatto che il rapporto della magistratura contabile avvalora, in modo approfondito, le criticità e i timori percepiti dai cittadini che sono state tra le ragioni del voto del 4 marzo scorso», continua Rubinato nella sua analisi, «Il nuovo Parlamento ne dovrà tenere conto. Il rapporto chiarisce anche come il Veneto abbia fatto la sua parte, essendo tra le regioni che hanno la percentuale più alta di migranti ospitati rispetto agli abitanti, con costi contenuti. E in Veneto a brillare è Treviso, indicata come best practice per le economie di spesa prodotte e gli effetti positivi sugli ospiti. Insomma il contrario di una terra ostile, come qualcuno ha fatto pensare». Rubinato elogia il lavoro del ministro Minniti («Un impegno determinante, il suo, che sta dando i suoi frutti soprattutto nella riduzione degli sbarchi»), ma insiste sulla «distanza, certificata dalla Corte dei Conti, tra le risposte dell'apparato statale e la realtà quotidiana vissuta sui territori, oltre alla grave inadempienza degli altri Paesi europei».Infine, un dato economico: nel 2016 lo Stato ha speso 1,7 miliardi di euro, a fronte di contributi Ue si soli 46,8 milioni: appena per il 2,7 %. «Superata la fase emergenziale, occorre coniugare con azioni concrete, percepibili dai cittadini, le ragioni dell'umanità con quelle della sostenibilità e della legalità, richiamando anche l'Ue ai suoi doveri di solidarietà».

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pubblicata il 22 marzo 2018

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