Collocazione in mobilità ex dipendenti dell'APT di Venezia

05 gennaio 2018

Nella legge di Bilancio è stato finalmente approvato un mio emendamento (che avevo già presentato nella manovra del 2017), che ridà una speranza di stabilità lavorativa anche a una ventina di dipendenti dell’ex Azienda di Promozione Turistica di Venezia, un Consorzio costituito tra enti locali, ovvero l'allora Provincia di Venezia ed i Comuni di Concordia Sagittaria e Cavarzere che detenevano cadauno lo 0,33 delle quote sociali, mentre il 99,64% era della Provincia oggi Città Metropolitana. Dal punto di vista giuridico-istituzionale era più precisamente un Consorzio che operativamente agiva quale azienda consortile per la gestione dei servizi di informazione ed accoglienza turistica nella città di Venezia e lungo l'omonima costa adriatica, oltre che per la registrazione dei dati statistici turistici e la promozione turistica.

Nel 2010 contava 110 persone, ridotte poi a 70 nel 2015, per le scelte (o mancate scelte) operate dalla stessa Provincia e dalla Regione Veneto. Di questa settantina, 48 hanno trovato collocazione negli enti locali o loro società partecipate, mentre gli ultimi 22 sono stati licenziati in via definitiva, ex lege n. 223/1991. Pur avendo impugnato in sede giudiziaria il licenziamento, non avevano sino ad oggi grande speranza in una soluzione positiva della vertenza: in primo grado infatti hanno perso e hanno quindi proposto appello. Tutto si innesta, infatti, da un lato, in un cambiamento della normativa regionale che lascia “un vuoto operativo” nel controllo dell’imposta di soggiorno e delle autorizzazioni locative; dall'altro in una carenza normativa del decreto legislativo n. 175 del 19 agosto 2016, in materia di società partecipate pubbliche, rispetto al personale dei consorzi tra enti locali che gestiscono funzioni amministrative.

Il testo dell'emendamento da me proposto, in collaborazione con il sottosegretario Angelo Rughetti, va a coprire il vuoto normativo attraverso l’interpretazione autentica di altre norme già vigenti, estendendo quanto già previsto per il personale delle sopprimende aziende speciali delle Camere di Commercio, che aveva un contratto di lavoro privatistico, ai dipendenti dei consorzi tra enti locali, con la possibilità di essere inseriti nel circuito della mobilità territoriale previsto dal predetto d. Lgs. n. 175/2016, per poter essere riassorbiti nella Pubblica Amministrazione senza aggravio di costi per la finanza pubblica.

 

È stato emozionante ricevere le email di ringraziamento di questi lavoratori e lavoratrici, che mi hanno fatto partecipe, in questa vigilia di Natale, della loro speranza di chiudere finalmente una vertenza giudiziaria con la prospettiva di poter ritrovare un lavoro nella Pubblica Amministrazione.


pubblicata il 05 gennaio 2018

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