Ristoro alle vittime di frodi bancarie, deciderà la camera arbitrale Anac

05 gennaio 2018

Il fondo, istituito al Senato, per il ristoro dei risparmiatori che abbiano subito danni a seguito dell’acquisto di prodotti finanziari emessi dai quattro istituti di credito posti in risoluzione nel novembre del 2015 e dalle due popolari venete poste in liquidazione coatta amministrativa nel giugno dell'anno scorso, è stato oggetto di alcune modifiche migliorative nel passaggio alla Camera.

La Commissione Bilancio ha infatti approvato un  mio emendamento, come riformulato dal sottosegretario Baretta, che ha reperito gli ulteriori fondi, raccogliendo alcuni dei dubbi posti sul testo approvato al Senato dalle 10 Associazioni dei risparmiatori incontrate dal Gruppo del Pd alla Camera lo scorso 13 dicembre (al seguente link il post relativo all'incontro: https://goo.gl/tcCYCB)

Innanzitutto è raddoppiata la sua dotazione finanziaria, che passa da 50 a 100 milioni di euro, sia pure spalmati in un arco temporale più lungo, dal 2018 al 2021. Il Decreto di attuazione della Presidenza del Consiglio, che detterà le condizioni per l'accesso al fondo, dovrà inoltre essere emanato in tempi più brevi (entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge di Bilancio e non più 180). Il diritto al risarcimento del danno ingiusto - soprattutto - potrà essere riconosciuto, oltre che da una sentenza giudiziale, anche dalla pronuncia della Camera arbitrale presso l'ANAC, un organismo che secondo le Associazioni dei risparmiatori sta già lavorando bene - in modo celere e poco costoso, con una interpretazione uniforme - per i rimborsi degli obbligazionisti delle 4 banche fallite nel dicembre 2015.

Come ha dichiarato, infatti, sulla stampa locale il prof. Tommaso Dalla Massara, oggi la questione più importante non è tanto l'entità del fondo sin qui stanziato, che certo appare esiguo rispetto ai casi in gioco, ma il meccanismo di funzionamento di questo nuovo strumento. A mio avviso il fatto rilevante è che, essendo questa misura prevista in una legge dello Stato, la stessa introduce non una generica aspettativa, ma un diritto soggettivo del risparmiatore che sia stato ingannato. Inoltre, la novità importante della nostra modifica è che ora il risparmiatore avrà un soggetto a cui chiedere il riconoscimento del suo diritto in tempi rapidi e poco costosi: la Camera arbitrale presso l'Anac. Infine, avendo previsto con il mio emendamento che il Ministero delle Finanze ed Economia dovrà riferire al Parlamento dello stato di attuazione della norma, ciò consentirà al prossimo Governo di valutare eventuali correzioni del meccanismo di ristoro e soprattutto di adeguare le risorse al numero degli aventi diritto.

Questo importante risultato va ascritto soprattutto all’impegno responsabile delle Associazioni che si sono costituite per la difesa delle ragioni dei risparmiatori truffati dagli amministratori delle Popolari venete, che il 9 novembre scorso hanno sottoposto nuovamente il tema al segretario del Pd Matteo Renzi, durante il passaggio a Treviso del suo tour in treno. Ricordo però che la sottoscritta aveva chiesto al Governo di introdurre una misura per la tutela dei risparmiatori di cui sia stata carpita la buona fede già con l’ordine del giorno del 13 luglio scorso, approvato all'unanimità dalla Camera (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=9/04565-A/142&ramo=C&leg=17), quando ancora nella maggioranza veniva affermato dai più che non era possibile approntare questo tipo di strumento di tutela a favore di azionisti ed obbligazionisti.

 

 

 

 

 

 


pubblicata il 05 gennaio 2018

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