Raddoppia il fondo per le vittime dei crac - La Tribuna di Treviso

21 dicembre 2017

Pagina 4, Attualità

di Eleonora VallinwPADOVAIl fondo per le vittime dei reati finanziari raddoppia nel passaggio alla Camera, per tempi e volumi: quattro anni di rimborsi, dal 2018 al 2021, anziché gli originari due con una dote a 100 milioni al posto dei 50 milioni decisi dal Senato. L'emendamento proposto dai deputati Pd presenti in Commissione Finanze Sara Moretto, Federico Ginato e Giovanni Sanga è passato ai voti la scorsa notte. Ora dovrà andare in aula poi tornare al Senato per la fiducia. Ma l'onorevole Moretto si dice certa: «Manca l'ufficialità, ma questo sarà l'impianto definitivo. Poi, con un apposito decreto, si chiariranno tutte le questioni tecniche di dettaglio». «Fin dall'inizio abbiamo dimostrato un approccio serio e convinto - aggiunge il sottosegretario Mef Pier Paolo Baretta - abbiamo fatto ciò che era giusto fare».La novità. Per l'accesso al fondo non servirà la richiesta di una sentenza, inizialmente prevista come requisito necessario al ristoro. «Era il nostro obiettivo - dice Moretto - con la liquidazione delle banche venete ogni processo civile è stato congelato, molti risparmiatori, quindi, ne sarebbero stati esclusi». Dote e modalità. Il Fondo viene istituito con una dotazione finanziaria di 25 milioni per ciascuno dei quattro anni. «La distribuzione pluriennale è fondamentale - spiega Baretta - perché le domande andranno oltre il 2018. È un arco di tempo che potrebbe portare il fondo a divenire strutturale. Ora è limitato alle banche in liquidazione ma la sua ispirazione è più ampia». L'erogazione avverrà a favore di chi ha «subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o pronuncia degli arbitri» precisa il testo. Il fondo opererà «entro i limiti della dotazione e fino esaurimento secondo criterio cronologico. Dal di ristoro saranno dedotte forme di risarcimento o indennizzo o di cui i risparmiatori abbiano già ricevuto i benefici». Vedi, per esempio, offerte di transazione delle ex Popolari Venete. Le risorse. I cento milioni proverranno dai conti correnti dormienti, in quanto l'emendamento fa riferimento alla Finanziaria Tremonti del 2006 che istituiva, allora per i bond argentini, un fondo di indennizzo per i risparmiatori. Solo per il 2018 vi contribuiranno residui che spettano al Mef dal fondo interbancario. Il decreto. Anche qui una novità: il decreto sarà da adottare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge. Tempi quindi dimezzati rispetto i 180 previsti nella versione del Senato «che sembravano un alibi per prendere tempo» dice Baretta. È previsto che il Mef rediga una relazione annuale per illustrare al Parlamento lo stato di attuazione della legge. Il soggetto che dovrà riconoscere il rimborso e il diritto a riceverlo è l'Anac, l'autorità nazionale anti-corruzione. «La novità importante della nostra modifica - spiega la deputata Pd Simonetta Rubinato - è che ora il risparmiatore avrà un soggetto a cui chiedere il riconoscimento del suo diritto in tempi rapidi, poco costosi e con decisioni uniformi: la Camera arbitrale presso l'Anac. Infine, avendo previsto con l'emendamento che il ministero delle Finanze ed Economia dovrà riferire al Parlamento dello stato di attuazione della norma, ciò consentirà al prossimo governo di valutare eventuali correzioni del meccanismo di ristoro e soprattutto di adeguare le risorse al numero degli aventi diritto».Uno strumento unico. «Si tratta di un fondino, perché cento milioni sono insoddisfacenti ma è nato un unicum che ha unito tutte le parti politiche in un momento complesso come quello della fine di una legislatura - spiega Patrizio Miatello dell'Associazione Ezzelino da Onara -. Il fondo può crescere ancora e la volontà politica ci pare che ci sia. Di certo siamo di fronte a uno strumento atipico, specie se andrà a rimborsare azioni. Se ora entrasse nella partita anche Banca Intesa non sarebbe male» spiega Miatello. «Siamo solo all'inizio - continua - ora ci affidiamo al prossimo governo e ci auguriamo che il fondo venga ricaricato in base alle richieste». Rimborsi già nel 2018. «Ora abbiamo la prospettiva concreta che i rimborsi possano essere erogati dal secondo semestre 2018 - aggiunge Barbara Puschiasis di Federconsumatori in rappresentanza, con Miatello, delle 10 associazioni Unite per il Fondo - Le modifiche recepite affermano il diritto del risparmiatore, anche in quanto azionista, al risarcimento delle perdite. Il successo conseguito dall'unione delle 10 associazioni che rappresentano 100 mila persone comporta il dovere di continuare il pressing sul governo per ottenere un regolamento del Fondo che possa darne applicazione in tempi rapidi». I fondi si sommano ai 600 milioni delle transazioni delle ex popolari, 100 milioni messi a disposizione da Intesa e ai rimborsi del Fondo interbancario.

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pubblicata il 21 dicembre 2017

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