Manovra, le scuole materne rimangono a secco. Grave errore del Governo

20 dicembre 2017

"È un grave errore del Governo e della maggioranza che in questa legge di Bilancio siano state del tutto ignorate le esigenze delle scuole dell'infanzia paritarie, che poi sono le esigenze di centinaia di migliaia di famiglie, visto che accolgono 582mila bambini dai tre ai sei anni. Credo non ci sia coerenza nel sostenere, da un lato, con la riforma della Buona Scuola, la finalità dell'ampliamento dell’offerta formativa nel segmento 0-6 anni, per incrementare i servizi alle famiglie o ridurne il costo a loro carico, se poi rispetto alla legge di Bilancio 2017 i fondi per le scuole materne paritarie sono ridotti nel disegno di legge di governo nel 2018 di oltre 50 milioni di euro. Evidentemente non si è ancora capito che, con le limitate risorse pubbliche disponibili, lo Stato non riuscirà ad ampliare l'offerta formativa lungo tutto lo Stivale se non garantisce prima di tutto la sopravvivenza delle materne paritarie già esistenti. Da gennaio queste realtà saranno in ancor più grave difficoltà finanziaria nonostante il risparmio che assicurano allo Stato, oltre tre miliardi di euro l'anno. E’ una politica miope e di corta veduta: se queste scuole continueranno a chiudere, come già sta accadendo anche in Veneto, dove ne perdiamo una media di dodici all'anno, verrà meno non solo l’obiettivo dell’ampliamento dell’offerta educativa, ma anche quello di contenere la spesa pubblica, perché lo Stato dovrà costruire e gestire più scuole materne statali, senza contare la perdita di un patrimonio sociale e culturale". È intervenuta con queste parole, stamane, alla chiusura dei lavori della Commissione Bilancio della Camera sul ddl di Bilancio, prima del voto del mandato al relatore, l'on. Simonetta Rubinato che, dopo il lavoro di una settimana, ha dovuto arrendersi all'evidenza dei fatti: le risorse trovate a fatica nei giorni scorsi dai tecnici dello staff di Palazzo Chigi, dopo aver coinvolto il premier Gentiloni, oltre al sottosegretario Baretta e il capogruppo Rosato, sono state utilizzate da ultimo per altre finalità e a nulla è valso il suo accorato appello a difesa dei diritti dei bambini. 

"Riconosco che il lavoro è stato lungo e complesso sulle tante questioni lasciate aperte dal passaggio al Senato e trovare le coperture per tutte le esigenze rappresentate dai deputati e dai vari Ministri non era certo facile. Ma è evidente che quest'anno sia il Pd che le altre forze politiche di maggioranza non hanno considerato questo tema come una priorità. E ciò mi amareggia molto, soprattutto perché a soffrire di più di questa riduzione di risorse sarà soprattutto il nostro territorio, dove costituiscono il 65% dell’offerta e che vedranno ora sommarsi alla riduzione dei contributi fatta dalla Regione anche quella dello Stato. Il rischio è che dal prossimo anno per pareggiare i bilanci le scuole debbano aumentare alle famiglie le rette per la frequenza, altro che bonus. È urgente che la Giunta regionale porti a casa la competenza primaria in questa materia per risolvere il problema in via strutturale, come ho invano suggerito sin dal novembre 2013 all'allora assessore regionale Sernagiotto” conclude la parlamentare.

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pubblicata il 20 dicembre 2017

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