Bocciato il decreto Imu «È ora di distribuire le risorse ai virtuosi» - Corriere del Veneto

22 febbraio 2017

Pagina 3, Primopiano

VENEZIA Il giorno dopo, la sberla Imu fa ancora male. La presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero dell’Economia stanno già pensando a come rialzare la testa, anche se non sarà facile vista la scoppola presa dal Tar del Lazio, che ha accolto i ricorsi di Padova e di 44 Comuni della Marca contro il decreto che ripartiva il Fondo di solidarietà per il 2015, rimettendo così sul piatto una torta da 30-70 milioni per il Veneto e da 6 miliardi per l’Italia. «Approfondiremo il tema, ma indubbiamente bisogna tener conto della sentenza e ridiscutere le scelte», annuncia il sottosegretario dem Pier Paolo Baretta.

Entro sessanta giorni il governo potrà impugnare il verdetto davanti al Consiglio di Stato. «Su questo deciderà Palazzo Chigi — dice Baretta — ma importante sarà comunque la discussione nel merito, che peraltro c’era già stata con l’Anci. Prima introduciamo i fabbisogni standard e meno problemi avremo, perché quelli ci consentiranno di avere dei criteri obiettivi. Abbiamo già fatto dei passi avanti con le ultime leggi di bilancio e abbiamo abolito il patto di stabilità che era una trappola. Ora ci sono ancora delle cose da sistemare, questo è indubbio, ma il percorso è avviato e siamo sulla buona strada».

Di sicuro, comunque, la vittoria dei municipi veneti avrà un seguito. «Il Tar — osserva la deputata Simonetta Rubinato, segretaria della commissione Bilancio alla Camera — giustamente ha ricordato al governo e al parlamento che l’autonomia finanziaria dei Comuni è scritta in Costituzione e va rispettata. Se l’annullamento del decreto venisse confermato dal Consiglio di Stato ci si troverebbe nella situazione da parte dello Stato di dover restituire 6 miliardi di euro ai Comuni, il che significa che sarà necessario un intervento riparatore del legislatore. Mi auguro che a questo punto il governo si determini a correggere finalmente anche l’attuale effetto distorsivo della ripartizione del Fondo sulla base dei criteri dei fabbisogni standard e delle capacità fiscali che oggi penalizzano i Comuni virtuosi come i nostri». La trevigiana non risparmia poi una bacchettata al governo di centrosinistra, ma nemmeno al centrodestra che guida il Veneto: «Personalmente l’avevo già chiesto in commissione per il Federalismo nell’aprile di un anno fa con un mio emendamento, ma il mio suggerimento è rimasto lettera morta. Credo sarebbe utile se anche il presidente della Regione fosse al fianco dei sindaci a condurre queste battaglie di giustizia fiscale».

Al riguardo Anci Veneto canta vittoria rispetto al riconoscimento dell’autonomia finanziaria degli enti locali. «Si tratta di un principio — afferma la presidente Mariarosa Pavanello — che deve trovare effettiva applicazione in tutti i provvedimenti del governo, sia per il rispetto dei termini di assegnazione delle risorse, sia soprattutto sull’adeguatezza delle stesse in rapporto alle funzioni fondamentali svolte dai Comuni». Consapevoli della probabilità tanto di un contro-ricorso, quanto di un nuovo decreto, i sindaci non nutrono illusioni sul fatto che il pronunciamento avrà immediati e concreti effetti sui bilanci comunali. «Ma resta importante per i princìpi che afferma — aggiunge Pavanello — e che non potranno essere ignorati per il futuro. L’auspicio è che si ponga finalmente fine alle riduzioni di risorse a carico dei bilanci degli enti locali e che si perseguano obiettivi di reale sostegno agli enti virtuosi, come i Comuni del Veneto, negli ultimi anni fortemente penalizzati dalle manovre finanziarie».

Ad unirli, adesso, è una soddisfazione bipartisan. «Quando dicevo che eravamo in guerra e dovevamo difenderci, venni sommerso dagli improperi degli amministratori di sinistra secondo cui lo Stato non è mai un nemico», rivendica Riccardo Szumski, primo cittadino venetista di Santa Lucia di Piave, ricorrente insieme a Conegliano e agli altri. «Questa è una sentenza storica e il governo non potrà correggere tutto con un decreto», esulta il leghista Massimo Bitonci, ricandidato a Padova, dove ieri il segretario nazionale Gianantonio Da Re ha voluto mettere il cappello del Carroccio sul risultato ottenuto dall’avvocato Luca Antonini: «Abbiamo vinto contro un esproprio».

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pubblicata il 22 febbraio 2017

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