Benzina "gonfiata", il Mef ha risposto alla nostra interrogazione

20 febbraio 2016

La trasparenza nel rapporto tra compagnie petrolifere, gestori e consumatori di carburante è stata lo scorso 18 febbraio oggetto del question time in Commissione Finanze della Camera su input di un’interrogazione (clicca qui) che con il collega on. Alessandro Naccarato abbiamo rivolto al Ministero dell’economia, su sollecitazione del presidente dei gestori delle stazioni di servizio della Confcommercio della Marca trevigiana, Moreno Parin. Oggetto della denuncia è la crescita del volume della benzina con l’aumento della temperatura che penalizza gli automobilisti (che pagano più prodotto di quanto ne abbiano realmente acquistato) e soprattutto crea problemi di carattere economico e burocratico ai gestori, esposti al rischio di contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate per evasione di imposta. Del caso si è occupata di recente anche la popolare trasmissione delle “Iene” (clicca qui per vedere il servizio).

Il Mef, rappresentato dal viceministro Luigi Casero, ha tuttavia escluso che la pratica generi una zona grigia di elusione fiscale, in quanto la commercializzazione ha ad oggetto un prodotto – la benzina – che ha già assolto l’accisa. E ha ricordato che nel giugno 2015 l’Agenzia delle Dogane è intervenuta con una circolare impartendo istruzioni all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di finanza in merito ai controlli effettuati presso gli impianti di distribuzione carburanti. Clicca qui per leggere il testo della risposta.

Ho perciò dichiarato di essere solo parzialmente soddisfatta della risposta, chiedendo al Governo un ulteriore approfondimento per assicurare massima trasparenza ai gestori e ai consumatori. In altri Paesi, quali la Svizzera, il problema è stato risolto con l’introduzione in via normativa dell'obbligo di installazione di sistemi di compensazione per una corretta individuazione dei volumi del carburante, sia per le autobotti al momento della consegna ai distributori, sia alle pompe di erogazione utilizzate dagli automobilisti. Si tratta di adempimenti non gravosi se vengono programmati in un termine congruo per conformarsi, che consentirebbero una corretta individuazione dei volumi rispetto al prezzo pagato dal consumatore ristabilendo insieme un maggiore equilibrio nel rapporto tra gestori di distributori e compagnie petrolifere.

LEGGI IL SEGUENTE ARTICOLO: Benzina “gonfiata”, il caso arriva al Ministero - La Tribuna di Treviso


pubblicata il 20 febbraio 2016

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