Manildo e Giuriati, altolā al prefetto - La tribuna di Treviso

11 agosto 2015

Pagina 17, Cronaca

La caserma Serena con 360 ospiti - e tetto massimo a 450 – non piace ai sindaci di Treviso e Casier. E ieri Giovanni Manildo e Miriam Giuriati, i primi cittadini, hanno riunito le rispettive giunte in seduta con...giunta a Ca’ Sugana, per discutere l’evoluzione della ex caserma ai confini fra Treviso e Dosson di hub provinciale. «Era una soluzione, sembra sia diventata la soluzione e l’unica risposta, così non va bene» ha detto Manildo, «sin dal primo minuto avevano sostenuto la necessità di un’accoglienza diffusa, che non creasse ghetti e alte concentrazione di profughi: e questo non sta avvenendo». La collega Giuriati va oltre: «I numeri non sono quelli prospettati in Prefettura e che dovevamo “avere” come territorio: siamo i primi a comprendere che ci possano essere emergenze e congiunture straordinarie, ma questo non deve poi diventare l’ordinarietà. Se siamo disponibili a governare il problema, non dobbiamo per questo essere solo noi a rispondere». La linea dei due sindaci è chiarissima, e oggi Manildo lo dirà direttamente al prefetto: avevano dato disponibilità, ma all’interno di un programma «globale e omogeneo» sulla Marca. Ieri diversi assessori dei due comuni hanno chiesto di invocare, al nuovo rappresentante del governo, una ben diversa distribuzione, con l’individuazione di altri hub nella Marca. Ribadito anche il carattere «provvisorio» della soluzione ex Serena. La convenzione con la cooperativa Xenia che gestisce l’accoglienza dei profughi all’ex caserma – è stato ricordato più volte, nella riunione, scade il 31 dicembre, e nessuno vuole andare oltre quella data. E non può superare i 450 profughi Infine, i due sindaci chiederanno al prefetto Lega di crea re un presidio fisso di vigilanza della zona, come «segno tangibile della presenza delle istituzioni». «E se questo dovesse andare a sottrarre forza dell’ordine all’impegno contro la criminalità sul territorio », ha precisato Manildo, «siamo pronti a chiedere l’impiego dell’esercito». Forse non servirà, perché già da ieri sera una camionetta dei carabinieri presidia l’ex complesso militare. Ai due comuni piace poi l’idea di impiegare i migranti in lavori socialmente utili. Manildo punta sui lavori per villa Margherita, a Dosson, peraltro, c’è anche il parco delle ex Serena. un bel polmone verde., a richiedere una sistemazione...su questo anche il nuovo prefetto Laura Lega aveva dato precise indicazioni. Da parte dei due comuni, Le indiscrezioni del nostro giornale sul numero degli ospiti accolti alle Serena hanno colto in contropiede molti, I nuovi – rilevanti - arrivi nella Marca, e la disponibilità e l ’ex caserma hanno evidentemente modificato lo scenario. Proprio mentre da Roma e da Venezia circolano nuove cifre. Si parla, per la Marca, di una quota di 1.300 profughi. A oggi, la nostra provincia ne accoglie poco meno di 900: oltre la metà fra ex Serena (360) e Ceis di Vittorio Veneto (120) .

E sulla questione profughi interviene l’on. Simonetta Rubinato (Pd), che ieri ha incontrato il prefetto Lega. «Sono legittime le istanze del territorio per avere sicurezza, garanzie, e una gestione ordinata e razionale dell’accoglienza, così come credo che il governo debba pensare a forme di premialità, allentando i vincoli e dando il disco verde ai progetti finanziati e bloccati , per i comuni che danno la loro disponibilità per questa emergenza planetaria», ha detto, «Quanto alla distribuzione dei migranti sul territorio, dev’essere diffusa, i numeri della Serena, peraltro struttura provvisoria, non mi sembrano compatibili con un impatto ridotto sui territori. Vanno dunque trovati altri centri, in altre zone. E capisco che il sindaco Giuriati, tanto più in questa situazione, chieda il rafforzamento dei livelli di sicurezza della zona». L’ex sindaco di Roncade, allarga poi il discorso: «Il governo ha precise responsabilità, sulle procedure, sulle commissioni, sul rispetto delle regole», dice, «e questo vuol dire che se ci dev’essere rimpatrio, lo si debba fare con aiuti in loco, se invece si accolgono i profughi che scampano dalla guerra, si debba procedere alla massima integrazione. Come ha detto la Merkel, alla piccola rifugiata: chi da noi avrebbe il coraggio di fare altrettanto?». 

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pubblicata il 11 agosto 2015

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