Firmato l'accordo per la Comunità competitiva di Venezia Est

30 maggio 2014

Venezia, 27 maggio 2014 - Si è tenuto presso la sede di Confindustria Venezia il battesimo d'avvio dell'Accordo di Programma per lo Sviluppo della Comunità Competitiva di Venezia Est firmato dal Presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas, dal Rettore dell'Università Ca' Foscari Carlo Carraro, dal Sindaco del Comune di Quarto d'Altino Silvia Conte e dal Sindaco del Comune di Roncade Simonetta Rubinato.

Il progetto era stato presentato lo scorso dicembre in occasione del Convegno, organizzato da Confindustria Venezia, dal titolo Competitività: Sos Italia. Le zavorre delle imprese.
La riflessione in merito alla creazione di una Comunità Competitiva è partita dal fatto che le aziende italiane, rispetto ai competitor internazionali, scontano il peso di zavorre insostenibili come burocrazia asfissiante, eccessiva fiscalità, mercato del lavoro ingessato, gravosi vincoli dovuti al Patto di Stabilità interno. Tutti fattori che causano emigrazione di capitali e quindi disoccupazione e che rélegano l'Italia al 73° posto al mondo nella classifica di dove fare business.

L'Accordo intende concretizzare un nuovo modello di insediamento produttivo, replicabile nei territori che compongono la città metropolitana, che si configura come prima area a "burocrazia snella" in Veneto al servizio delle imprese. Una partnership pubblico-privata finalizzata: al miglioramento degli indici di attrattività dei capitali; all'efficienza e all'efficacia delle variabili che gravano sui fattori produttivi; al sostegno del talento e dell'innovazione sociale.

I territori Altinate e Roncadese sono realtà già vocate alla competitività, adatte ad essere quindi oggetto di sperimentazione di buone pratiche, con in più la disponibilità e l'impegno delle amministrazioni comunali a farsi promotrici dell'iniziativa.

Questo nuovo modello, prendendo il meglio dalle recenti esperienze di collaborazione tra enti locali, imprese e mondo della ricerca, ne vuole superare le debolezze emerse per riuscire a produrre risultati concreti e verificabili: tempi certi di risposta da parte della Pa, canali istituzionali sempre aperti, efficienza amministrativa.

Tra gli obiettivi strategici:
- Comparare e monitorare la competitività del nostro territorio con quella di localizzazioni europee e globali nelle quali le nostre imprese attualmente trovano alternative di investimento migliori;
- Sistematizzare e comunicare efficacemente iniziative, infrastrutture e servizi che fin da subito, se riuniti a sistema, possono migliorare l'attrattività di un territorio ricco di idee, programmi e servizi innovativi;
- Definire identità, strategia e masterplan della "Comunità competitiva Venezia-Est" come nodo strategico della città metropolitana;
- Puntare più concretamente e in forma più strutturata sui finanziamenti anche europei 2014-2020 per la competitività, l'internazionalizzazione, la crescita intelligente e l'inclusione sociale, centrali per la strategia Europa 2020;
- Sostenere la nascita di un sistema/servizio di accompagnamento per le aziende al fine di diffondere la cultura d'impresa.

Il primo banco di prova, su cui è partita la sperimentazione, sarà proprio di natura burocratica: arrivare alla semplificazione dei procedimenti e alla riduzione dei tempi di rilascio di autorizzazioni e permessi per le aziende.
E' stato attivato un "cantiere" di lavoro (a cui partecipano istituzioni, enti coinvolti e stakeholder) per individuare gli snodi critici che possono bloccare/rallentare l'iter autorizzativo e allo stesso tempo proporre soluzioni operative per ridurre i tempi ed "efficientare" le prestazioni della Pubblica Amministrazione, come ad esempio l'utilizzo di autocertificazioni.

Un secondo elemento qualificante la nuova Comunità Competitiva di Venezia Est sarà l'attenzione al capitale umano e all'occupazione giovanile.
L'impegno comune è infatti quello di promuovere un nuovo tipo di collegamento tra percorsi formativi e mercato del lavoro, impiegando uno strumento "atipico" (nel senso che non è previsto dalla attuale legislazione) in una prospettiva di pura innovazione e sperimentazione.
Si tratta del contratto territoriale di attività, attraverso il quale uno studente/laureato potrà entrare in un circuito di formazione/apprendimento/sviluppo delle proprie capacità lavorative anche attraverso l'inserimento in azienda, finalizzato alla occupabilità dei giovani in un'ottica di flexicurity territoriale e di promozione di nuove opportunità di impiego.

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pubblicata il 30 maggio 2014

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