Accolto il mio odg per escludere dal patto di stabilità i fondi 2014 per le scuole paritarie

28 dicembre 2013

materneAnche quest'anno si è ripresentato in legge di Stabilità il problema del rifinanziamento del fondo a favore delle regioni per i contributi alle scuole paritarie inserite nel sistema nazionale dell'istruzione, che stanno vivendo da alcuni anni una drammatica emergenza economica e finanziaria. Il problema è particolarmente sentito dalle scuole dell'infanzia che hanno accolto in tutta Italia, nell'anno scolastico 2012/2013, circa il 40% dei bambini dai tre ai sei anni (642.040) arrivando al 65,5% in Veneto (con 91.713 bambini accolti). E ciò nonostante i tagli subiti dalle risorse destinate alla legge n. 62/2000 sulla parità scolastica a partire dal 2009 e i cronici ritardi con cui vengono ormai erogate.  Se nell'ultima Finanziaria del Governo Prodi i fondi disponibili nell'unico capitolo 1477 nello stato di previsione del Miur ammontavano a 535 milioni di euro, per il prossimo anno i fondi disponibili sono pari complessivamente a 493 milioni incirca divisi in due capitoli, 273 milioni nel predetto capitolo 1477 (che vengono erogati alle scuole direttamente dal Ministero della Pubblica Istruzione) e 220 milioni nel capitolo 1299, istituito da Tremonti nel 2009 sempre nello stato di previsione del Miur, ma destinati alle regioni, che poi li devono erogare alle scuole. Il problema è che le risorse trasferite alle regioni, per la loro concreta ed effettiva erogazione alle scuole, sono soggette, oltre che ad una complessa e lunga procedura cui partecipano oltre al Miur il Mef e la conferenza Stato-Regioni, anche al Patto di Stabilità regionale. In sostanza il rischio è che alle scuole le risorse arrivino con grande ritardo e neppure tutte, mentre questi istituti, che erogano un servizio pubblico che lo Stato non riesce a soddisfare con la sola scuola statale, devono comunque garantire (e quindi anticipare) il pagamento del personale e di tutte le spese necessarie alla gestione, compreso il pagamento delle imposte. Basti pensare che ad oggi alle scuole dell'infanzia non è ancora stato erogato un euro dei 223 milioni di euro stanziati nel capitolo 1299  dal Parlamento nella scorsa legge di Stabilità per l'anno 2013!

Ho presentato tre emendamenti sul tema (clicca qui) e ho combattuto fino all'ultima notte in Commissione Bilancio per l'approvazione della proposta emendativa n. 1.2338,  volta a prevedere che le somme da trasferire alle regioni per il sostegno delle scuole paritarie, stanziate all'art. 1 comma 166 del disegno di legge di Stabilità 2014 (220 milioni di euro del capitolo 1299), fossero iscritte invece nel capitolo 1477  dello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, quali contributi alle scuole paritarie comprese quelle della Valle d'Aosta, predisponendo a tale fine la necessaria compensazione degli effetti finanziari sui saldi del fabbisogno e dell'indebitamento netto per escluderle dai vincoli del Patto di Stabilità. Purtroppo questa proposta non è passata nonostante il presidente Letta nel primo pomeriggio di martedì 17 dicembre avesse chiamato il ministro Saccomanni per chiedergli di trovare la copertura, avendo il Governo affermato 'l'esaurimento delle coperture disponibili al momento'. Il Governo si è tuttavia impegnato con le forze politiche della maggioranza in Commissione Bilancio a reperire le risorse per completare l'esclusione dal Patto di Stabilità dei 220 milioni entro i primi mesi del 2014. Nel frattempo saranno finalmente erogati alle scuole paritarie i 223 milioni stanziati nella legge di stabilità del 2013, visto che sono stati sbloccati proprio lunedì 16 dicembre scorso dal Mef gli 80 milioni accantonati in forza del decreto legge n. 174/2012 (a seguito anche di una nostra interrogazione). Sono comunque intervenuta nella notte di martedì 17 dicembre affinché restasse a verbale la mia censura alla miopia politica di una legge di stabilità in cui hanno trovato posto tante norme di dubbio gusto e di scarsa utilità generale, senza riuscire invece ancora una volta a segnare un cambio di passo strutturale nel rapporto con il sistema delle scuole paritarie, nonostante i principi e gli indirizzi della legge n. 62/2000 e il dato di fatto incontestabile che questo sistema consente allo Stato di conseguire obiettivi prioritari del sistema nazionale dell'istruzione e di garantire diritti fondamentali dei destinatari, il tutto con un risparmio annuale per la finanza pubblica - come rilevato dall'OCSE - di 6 miliardi di euro, per cui nel nostro Paese vige il paradosso che la sussidiarietà orizzontale funziona a rovescio, a favore dello Stato e non a carico dello stesso!

Venerdì 20 dicembre l'impegno assunto dall'esecutivo in Commissione Bilancio è stato quindi formalizzato in Aula in un ordine del giorno, il n. 114, da me redatto e sottoscritto anche da altri colleghi del Pd e degli altri gruppi della maggioranza (clicca qui), che è stato accolto dal Vice ministro Stefano Fassina con il quale il Governo è impegnato a:

1) reperire e stanziare entro il primo quadrimestre del 2014 le risorse per completare l'esclusione dal patto di stabilità dei 220 milioni di euro assegnati in legge Stabilità per il 2014 e allocare le predette somme al capitolo 1477 dello stato di previsione del Miur per accelerare le procedure di erogazione;

2) fornire una interpretazione circa il fatto che i tagli previsti dal decreto legge n. 174/2012 sulle somme da trasferirsi alle regioni non sono applicabili alle risorse destinate alle finalità di cui alla legge 10 marzo 2000 n. 62 sulla parità scolastica (per evitare ulteriori blocchi delle risorse in corso d'anno, come è accaduto nel 2013);

3) garantire l'effettivo e celere trasferimento alle scuole delle risorse a cominciare da quelle già stanziate nel legge di Stabilità 2013.

Naturalmente mi riprometto di vigilare e fare pressing sin dai primi mesi dell'anno nelle sedi opportune affinché questi impegni vengano adempiuti dal Governo. Non si tratta infatti di difendere la c.d. 'scuola privata', ma un patrimonio prezioso costruito dalle nostre comunità locali, in particolare qui in Veneto, dove le scuole dell'infanzia hanno radice nella tradizione degli "asili infantili" nati in ambito caritativo, religioso e laico. Queste scuole hanno consentito sino ad oggi che l'Italia fosse tra i paesi europei con la percentuale più alta di bambini frequentanti la scuola materna, strumento fondamentale come ci ricorda l'Ocse per combattere le disuguaglianze sociali. Purtroppo la povertà dell'infanzia è cresciuta nel 2012 in Italia in modo rilevante: dal 2007 al 2012 sono raddoppiati i minori in povertà assoluta, sono circa un milione (il 16,9%), mentre in povertà relativa versano 1.876.000 minori. Nel solo 2012 sono aumentati del 30% con un boom al Nord (+ 43%), come documenta il recente rapporto Quarto Atlante sull'Infanzia in Italia di Save the Cildren, da cui emerge anche un forte aumento della dispersione scolastica, visto che nel 2012 sono calate per la prima volta dal 2004 le iscrizioni dei bambini agli asili e alle scuole materne (in provincia di Treviso vi sono ben 3.000 bambini dai tre ai sei anni iscritti alle anagrafi comunali ma non alla scuola dell'infanzia statale o paritaria). Si tratta di un gravissimo segnale di allarme che una politica lungimirante dovrebbe cogliere, come ha suggerito il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria: "La crisi sta mettendo sotto pressione i bilanci pubblici di tutti i Paesi. Ma tutte le economie di spesa ottenute nel breve termine in materia di istruzione e salute dei bambini comporteranno significativi costi a lungo termine per l'intera società. I governi dovrebbero invece massimizzare i loro investimenti sui bambini. E diventa particolarmente importante intervenire durante la prima infanzia proprio per i bambini svantaggiati, quando è ancora possibile sperare di spezzare il circolo della povertà e dell'esclusione".

 

mimetype LEGGI L'ARTICOLO "FONDI PARITARIE, IMPEGNO DEL GOVERNO" - AVVENIRE, 21 DICEMBRE 2013


pubblicata il 29 dicembre 2013

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