Finanziamenti scuole paritarie, predisposti emendamenti alla legge di stabilità

19 novembre 2013

materneDopo aver lanciato per prima l'allarme sull'emergenza dei finanziamenti per le scuole paritarie del sistema nazionale di istruzione (clicca qui), ho  predisposto su richiesta del relatore al disegno di legge di Stabilità, sen. Giorgio Santini, tre proposte emendative alternative all’art. 9, comma 5 (clicca qui), per assicurare l'erogazione di un servizio pubblico fondamentale alle famiglie con bambini dai 3 ai 6 anni attraverso il funzionamento delle scuole paritarie anche per il 2014.

La prima proposta emendativa è volta a prevedere che le risorse stanziate in Stabilità (220 milioni di euro) in favore delle scuole paritarie siano iscritte nel capitolo 1477 – contributi alle scuole paritarie comprese quelle della Valle d'Aosta - anziché nel capitolo 1299 - somme da trasferire alle regioni per il sostegno alle scuole paritarie - dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. La finalità è quella di tornare alla situazione contabile dell'ultima finanziaria del Governo Prodi, in cui tutte le risorse per le istituzioni scolastiche non statali parte del sistema nazionale dell'istruzione erano gestite direttamente dal Miur con la medesima procedura. A tal fine nell'emendamento si predispone la necessaria compensazione degli effetti finanziari sui saldi del fabbisogno e dell’indebitamento netto.

La seconda e la terza proposta emendativa partono dalla considerazione che l’art. 9, comma 5, del DDL di stabilità prevede l’attribuzione di 220 milioni di euro alle regioni in sostegno delle scuole paritarie ma, di fatto, non ne consente l’utilizzo effettivo (ovvero la concreta erogabilità alle scuole). Infatti la capacità di spesa delle regioni non viene innalzata per consentire l’erogazione delle somme attribuite, bensì, al contrario, tale capacità di spesa è ulteriormente ridotta dall’inasprimento dei vincoli del patto di stabilità interno previsti dall’art. 13 della Stabilità. L’attribuzione di somme nel presupposto che esse non siano spese non è razionale. Ho proposto pertanto una deroga ai vincoli del patto di stabilità interno per le spese delle regioni effettuate a valere sulle somme stanziate dal comma in esame. Viene specificato inoltre nell'emendamento che, considerata la finalità di carattere sociale cui assolvono le scuole paritarie, in particolare quelle dell'infanzia, le somme ad esse destinate non rientrano nell’ambito di quelle assoggettabili ai tagli previsti dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, coerentemente con quanto previsto dalla citata disposizione che fa salve le risorse destinate alle politiche sociali. Nel secondo testo si propone l'eliminazione del taglio ex D.L. 174/2012 sia per il 2014 che per il 2013, nel terzo testo solo per l’anno 2014.

Non resta che attendere come uscirà il testo della Stabilità dal Senato.

Segnalo infine che sul tema in oggetto il quotidiano Avvenire lo scorso 16 novembre (clicca qui) riportava la notizia della presentazione di un emendamento alla legge di stabilità da parte dello stesso Miur per far uscire dal Patto di stabilità le risorse assegnate all'art. 9, comma 5, per il 2014. In realtà al momento il governo non ha ancora presentato emendamenti e se i ministeri li presenteranno probabilmente lo faranno solo attraverso emendamenti dei relatori stessi. Verosimilmente la notizia data da Avvenire si riferisce ad un annuncio fatto da Miur (su input di qualche sottosegretario) per ragioni di comunicazione, forse per cercare di recuperare l'incidente di percorso di aver votato in Consiglio dei ministri una proposta di legge di stabilità che ripresentava lo stesso problema dell'anno scorso. In ogni caso l’annuncio dell’emendamento da parte del Ministero dell'istruzione è un (un po' tardivo) implicito riconoscimento da parte dell’esecutivo che il problema esiste e che come l'anno scorso sarà risolto dal parlamento.

pubblicata il 19 novembre 2013

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