Allarme scuole d'infanzia paritarie: in Parlamento occorre correggere la legge di stabilità

04 novembre 2013

scuole_materneLunedì 21 ottobre ho partecipato all'incontro convocato a Palazzo Balbi dall'assessore regionale Sernagiotto con i referenti delle scuole paritarie per l'infanzia e alcuni parlamentari veneti (leggi l'articolo pubblicato sull'incontro dal Gazzettino) per le azioni da intraprendere al fine di assicurare un adeguato finanziamento a queste scuole che in Veneto accolgono quasi il 70% dei bambini dai 3 ai 7 anni. E' dal 2008 che ogni anno ci troviamo a fare i conti con tagli ai finanziamenti statali che determinano come ricaduta sul territorio una emergenza formativa, sociale e occupazionale, nonostante la legge n. 62 del 2000 abbia riconosciuto che queste scuole rientrano nel sistema nazionale dell'istruzione e svolgano a tutti gli effetti un servizio pubblico. Bisogna affrontare il tema del finanziamento di queste scuole in modo strutturale per assicurare quelli che sono diritti fondamentali dei bambini. La Corte Costituzionale ha già avuto modo di sottolineare che il settore dei contributi relativi alle scuole paritarie «incide sulla materia della "istruzione" attribuita alla competenza legislativa concorrente (art. 117, terzo comma, della Costituzione)» (sentenza n. 423 del 2004). E nella sentenza n. 50 del 2008 ha aggiunto che la natura delle prestazioni erogate dalle scuole paritare, poiché "ineriscono a diritti fondamentali dei destinatari, impone che si garantisca continuità nella erogazione delle risorse finanziarie".

Anche quest'anno purtroppo tali diritti sono pregiudicati dall'attuale situazione degli stanziamenti a favore delle paritarie nel disegno di legge di Bilancio e nel disegno di legge di Stabilità appena trasmessi dal governo alle Camere. Cliccando qui potete leggere la tabella afferente i capitoli relativi ai finanziamenti per le scuole paritarie nel disegno di legge del bilancio 2014. Mentre il capitolo 1477 presenta abitualmente stanziamenti pluriennali, il capitolo 1299 è finanziato anno per anno nell'articolato del DDL di stabilità. Il finanziamento per il 2014 è previsto dall'articolo 9, comma 5 dell'AS 1120 e ammonta a 220 mln di euro. Tale importo verrà poi evidenziato in bilancio, mediante Nota di variazioni, a seguito dell'approvazione del DDL al Senato.

Anche quest'anno, come nel testo iniziale del DDL di stabilità dello scorso anno, non è stata prevista una deroga al patto di stabilità interno delle regioni, con riferimento ai 220 mln stanziati in loro favore all'art.9, comma 5, per il finanziamento delle scuole paritarie. Nel prospetto riepilogativo degli effetti finanziari del DDL di stabilità, tale importo è infatti scontato solo ai fini del saldo netto da finanziare e non anche ai fini dei saldi di fabbisogno e indebitamento netto. Un emendamento in sede parlamentare avente la finalità di prevedere, come l'anno scorso, una deroga al patto, al fine di consentire l'effettiva spendibilità da parte delle regioni delle somme in questione, dovrebbe essere provvisto di copertura con effetti sui saldi di fabbisogno e indebitamento netto, dal momento che il Governo non ha provveduto in tal senso.

Siamo perciò nella stessa situazione in cui ci siamo trovati l'anno scorso con i 223 milioni vincolati al patto di stabilità delle Regioni. Dovremmo fare quindi la stessa battaglia dell'anno scorso, reperendo una copertura di almeno 220 milioni di euro. Cui si aggiunge, al fine di evitare il ripetersi dell'accantonamento di 80 milioni di euro operato nell'esercizio in corso a valere sul capitolo 1299, la battaglia per l'accoglimento di un emendamento affinché alle somme in questione per il 2014 non si applichi l'art. 2, comma 1, del DL n. 174/2012, il quale prevede che "una quota pari all'80 per cento dei trasferimenti erariali a favore delle regioni, diversi da quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, delle politiche sociali e per le non autosufficienze e al trasporto pubblico locale, è erogata a condizione che la regione" entro la fine del 2012 provveda ad una serie di adempimenti finalizzati alla riduzione dei costi della politica. Tale infatti è, presumibilmente, la causa dell'accantonamento operato su tale capitolo nel 2013. Inoltre si dovrà cercare di ottenere con un altro emendamento una sorta di interpretazione autentica analoga per il corrente anno, in modo da liberare finalmente gli 80 milioni accantonati nel 2013 dal Mef, visto che ad oggi nessun effetto ha sortito il lavoro di ministro e sottosegretari del Miur.
Un altro emendamento andrà presentato alla legge di bilancio per recuperare la riduzione di 5 mln del capitolo 1477 derivante invece da tagli lineari.

Che dire? Il fatto di avere un ministro e un viceministro dell'Istruzione, nonché due sottosegretari al Miur, consapevoli della funzione pubblica svolta dalle scuole paritarie mi aveva indotto a credere che il bicchiere almeno quest'anno fosse mezzo pieno. Invece apprendo, con preoccupazione, che è quasi del tutto vuoto: l'ultima finanziaria del governo Prodi aveva stanziato per queste scuole nell'apposito capitolo presso il Miur circa 535 milioni, effettivamente erogabili, mentre attualmente sono tali per il 2014 solo circa 273 milioni (DDL Bilancio 2014), mentre i 220 milioni indicati dalla legge di Stabiltà per il 2014 sono erogabili nei limiti del patto di stabilità cui sono sottoposte le regioni ed una parte degli stessi rischia altresì di essere bloccata dal Mef ai sensi del DL n. 174/2012 sui costi della politica, come già accaduto per l'anno in corso. Di fatto le risorse effettivamente erogabili al momento risultano per l'anno 2014 essere la metà di quelle stanziate dal governo Prodi per il 2008! Appare evidente pertanto che, senza modifiche sostanziali in parlamento, le scuole paritarie dell'infanzia rischiano la chiusura, con la conseguente emergenza formativa, sociale e occupazionale, che in Veneto in particolare risulterebbe drammatica. Ancora una volta in parlamento dovremmo batterci per ottenere ciò che dovrebbe essere già un fatto scontato per garantire un diritto fondamentale di famiglie e bambini. Mi pongo allora una domanda: a che serve un governo di larghe intese se non riesce a risolvere un problema concreto come questo, assicurando la regolare apertura delle nostre scuole dell'infanzia?

 

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA " ALLARME SCUOLE D'INFANZIA PARITARIE" DEL 4 NOVEMBRE 2013 »


pubblicata il 04 novembre 2013

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