Ratificata all'unanimità la convenzione contro la violenza sulle donne

29 maggio 2013

violenza_donneMartedì 28 maggio l'Aula della Camera ha ratificato all'unanimità la Convenzione di Instanbul contro la violenza sulle donne (clicca qui). Se seguirà rapidamente il passaggio al Senato, l'Italia sarà il quinto Paese a ratificarla, dunque tra i primi, visto che la Convenzione diventerà efficace solo quando si arriverà alla ratifica di almeno nove Paesi. Con questa ratifica stiamo mettendo a fondamento della lotta contro il dramma della violenza sulle donne un quadro di riferimento giuridico internazionale, vincolante ed onnicomprensivo, che inquadra la violenza domestica e sulle donne come una violazione dei diritti umani. Compito del Governo sarà ora reperire le risorse necessarie per rendere effettive le disposizioni a tutela delle donne colpite dalla violenza, mentre compito della società civile e di ciascuno di noi è lavorare per quel cambiamento culturale e sociale che garantisca effettivamente in ogni ambito ad ogni donna il rispetto della sua dignità, il pieno sviluppo della sua personalità e l'inviolabilità dei suoi diritti come essere umano. Anche quello di essere felice.
 
Nella stessa giornata si è celebrato a Corigliano Calabro il funerale di Fabiana Luzzi, la sedicenne accoltellata e data alle fiamme dal fidanzato diciasettenne. Non c'è un problema di carenza di norme o di tutele dietro un omicidio atroce come questo. C'è un ragazzo come tanti che pensa che soddisfare i suoi desideri sia normale e c'è una società (intesa come famiglia, istituzioni, agenzie educative, comunità) che non riesce a trasmettere ai suoi membri il valore inviolabile della vita e della dignità di ogni persona, del rispetto di sè e degli altri, del limite che bisogna imporre ai propri impulsi e desideri, del disvalore delle azioni violente... Hanna Arendt definì la banalità del male, non nel senso che il male sia banale, ma di come il male sia pericoloso perchè rende banale agli occhi di chi la commette anche un’atrocità: "la mia opinione è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né la profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo. Esso sfida come ho detto, il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare a radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua "banalità"... solo il bene ha profondità e può essere integrale."

pubblicata il 29 maggio 2013

ritorna
 
  Invia ad un amico