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Sappada lanciata verso il Friuli: parlamentari Pd tirano il freno - Il Gazzettino

04 novembre 2017

Pagina XVIII, Cronaca

SAPPADA Una «pausa di riflessione» subito. E il «rifinanziamento del Fondo Letta» nella prossima legge di bilancio. Forse non sarà sufficiente per tirare la maniglia del freno d'emergenza, ma il tentativo c'è tutto. Semmai si potrà dire che è un tentativo tardivo, visto che Sappada ormai è salita su un treno lanciatissimo verso il Friuli Venezia Giulia. La destinazione è quella, con biglietto di sola andata. E lunedì la questione del distacco dalla provincia di Belluno approda alla Camera. IL PASSO INDIETRO Fino a lunedì però c'è tempo per un passo indietro. È quello che sperano tre deputati Dem del Veneto. È quello che chiedono Simonetta Rubinato, Roger De Menech e Alessandro Naccarato. I tre del Partito Democratico hanno scritto due lettere. Una indirizzata a Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera (oltre che originario proprio di quel Friuli Venezia Giulia che tanto vuole mettere le mani su Sappada). L'altra con destinatario Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale del Veneto. Le richieste sono diverse, il fine è lo stesso: fermare il trasloco di Sappada e guadagnare tempo per analizzare meglio la questione. Soprattutto, provare ad individuare le conseguenze dell'addio al Veneto. Perché se Sappada apre la posta, c'è il rischio che a scappare siano in tanti. A cominciare dai Comuni che nell'ultimo decennio hanno celebrato referendum secessionisti per andare in Trentino-Alto Adige. «Caro Ettore - scrivono De Menech, Rubinato e Naccarato -. Ti chiediamo di considerare e dare seguito all'appello del presidente della Provincia di Belluno: una pausa di riflessione da parte della Camera dei Deputati è l'esito politicamente più auspicabile che i gruppi parlamentari dovrebbero ricercare, per non certificare con il proprio voto favorevole spinte centrifughe foriere di disegni privi di futuro. Una pausa di riflessione è necessaria anche secondo noi, per consentire al Parlamento di ponderare adeguatamente tutti gli interessi in gioco e inquadrare la propria decisione in una appropriata prospettiva di medio e lungo termine, mentre si può cercare di dare una prima risposta già dalla prossima legge di bilancio, ora all'esame del Senato, alle istanze espresse da Sappada e dagli altri Comuni che si trovano nella medesima condizione con il rifinanziamento del Fondo Letta». ASSE LEGA-PD? Sembra fantapolitica. Ma è proprio così: un deputato del Partito Democratico chiede una mano al leghista Zaia. Nell'altro messaggio, quello inviato al presidente del consiglio regionale del Veneto, Rubinato & c. avanza una richiesta precisa: convocare con urgenza il consiglio di Palazzo Ferro Fini e farlo esprimere al riguardo. Dopodiché comunicare in fretta al Parlamento l'esito della seduta. La speranza di Rubinato è che in questo momento la Regione Veneto la pensi diversamente rispetto al 2012, quando il consesso diede il via libera a Sappada. «Ho ricevuto la lettera della Rubinato e la sto esaminando - dice Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale -. Sinceramente faccio fatica a dirimere problemi interni al Pd. Quel che posso dire è che spiace che Sappada se ne vada dal Veneto, ma ci sono state delle consultazioni popolari che vanno rispettate». IL BARDDall'altra parte del guado c'è il Bard. Il movimento autonomista non vuole guinzagli. E non usa giri di parole: «Basta provare ad ostacolare il cammino di Sappada verso il Friuli Venezia Giulia! Ci sono stati nove anni per intervenire e non si è fatto, ora si pensi al futuro della montagna e non a intrappolare la democrazia». Il messaggio è indirizzato al Partito Democratico. Inequivocabilmente. «Troviamo incredibile che la parte veneta del partito che ha governato il nostro Paese per metà di questi nove anni si trovi oggi, a pochi giorni dal voto, a chiedere l'aiuto della Regione Veneto e della Provincia di Belluno per fermare il passaggio commentano dal Bard . Non si poteva intervenire prima? I sappadini hanno votato ed è giusto e doveroso che la Camera si esprima, piaccia o non piaccia il passaggio».Damiano Tormen

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pubblicata il 04 novembre 2017

 
 
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