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Con la Lega anche i 5 stelle Il Pd esce dall'aula e chiede una trattativa stile Emilia - Corriere del Veneto

11 novembre 2017

Pagina 5, Regione

Venezia Il più soddisfatto è Marino Finozzi (Lega Nord), presidente della prima commissione che ha varato il testo per la discussione in aula sull’autonomia. E proprio Finozzi individua il cuore della proposta: «L’argomento più discusso sono state le risorse. Fin dall’inizio abbiamo chiesto i 9/10 su Irpef, Ires e Iva per arrivare a 18 miliardi e mezzo di euro, è una buona proposta».

Di tutt’altro avviso l’opposizione che sulla scelta di usare Trento come parametro dice «invece di copiare da chi spende bene, copiamo da chi spende di più». Il coro di no dell’opposizione lo sintetizza il vicepresidente Pd della commissione, Claudio Sinigaglia: «chiedere quasi 19 miliardi in più rispetto a un bilancio regionale di 14 miliardi appare poco credibile, così si arriva al tavolo delle trattative indeboliti. Idem per le materie: indichiamo delle priorità, come l’istruzione, il lavoro, la formazione delle professioni sanitarie. Serve autonomia per il Veneto, ma la trattativa deve essere seria». Puntare alto va bene, quindi, ma non troppo. Stefano Fracasso (Pd) rincara la dose «è una proposta che fa acqua da tutte le parti, meglio la strategia di Lombardia ed Emilia. Noi comunque daremo battaglia fino all’ultimo». Oggetto del contendere i 6 miliardi di euro aggiuntivi sulla sanità che ora sono meno di 3. «I sei miliardi sono l’ammontare attuale della compartecipazione Iva data al Veneto» spiega paziente Luca Antonini, autore della «simulazione trentina». La concitazione è palpabile fra Palazzo Balbi e il Ferro Fini. Fare in fretta è l’ordine di scuderia del governatore Zaia. Non manca qualche assessore che rincorre, lui pure, l’ultima tabella con le stime finanziarie. I conti, più o meno definitivi, restano però proprio quelli della relazione tecnico finanziaria presentata ieri da Antonini: totale finale 18,905 miliardi.

Ad aprire i lavori della commissione di ieri c’erano anche 7 parlamentari veneti. Un numero ridicolo sui 74 invitati secondo il capogruppo della Lega Nicola Finco «mi domando che impegni inderogabili avevano per non partecipare a questo importante incontro? Più di due milioni di veneti andando alle urne hanno chiaramente detto quanto importante sia l’autonomia; non presentarsi è stata una mancanza di rispetto». Fra i 7 parlamentari presenti anche Michele Mognato (MdP) «non si parte col piede giusto - dice - soprattutto su questioni come infrastrutture, trasporti e salvaguardia di Venezia è fondamentale far sistema. Preoccupa che per andare contro al centralismo romano si arrivi a un centralismo regionale. Il tema dell’autonomia delle città e delle aree metropolitane è sempre più attuale e non va certo sottovalutato». Più sfumata la posizione di Federico D’Incà (M5S): «Abbiamo fatto campagna per il sì ma ora serve visione di lungo periodo, meglio lavorare con Lombardia ed Emilia. Il nostro ordinamento prevede criteri di sussidiarietà che non possiamo trascurare. Meglio un percorso di autonomia graduale. Da bellunese, poi, faccio appello alla Regione perché, in attesa dell’esito della trattativa, pensi ai comuni di confine». Dissente il capogruppo dello stesso M5S in Regione Jacopo Berti: «abbiamo votato e voteremo sì per rispettare il mandato popolare».

Presenti in aula anche Ringrazio quindi Erika Stefani (Lega), Marco Marin (FI), Roger De Menech (Pd) e Bartolomeo Amidei (Fratelli d’Italia). Innumerevoli le voci a commento del via libera del testo sull’autonomia: «Basta perdere tempo con le provocazioni. Se non ce la fa o ha difficoltà a elaborare un progetto un po’ più articolato e complesso rispetto alla campagna elettorale, chieda aiuto» attacca Alessandro Bisato, segretario regionale del Pd. Un colpo al cerchio e uno alla botte con la parlamentare e compagna di partito Simonetta Rubinato che dice «Che esista una specialità del Veneto nel percorso dell’autonomia è stato attestato dalla grande partecipazione popolare al referendum. L’eccezionale spinta venuta dai veneti merita dalla politica una risposta all’altezza». Fra i consiglieri, il forzista Massimiliano Barison fa invece un appello alla coesione: «Consiglieri regionali e parlamentari veneti sostengano all’unisono l’autonomia o la volontà del popolo non sarà rispettata».

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pubblicata il 11 novembre 2017

 
 
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