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La Regione blocca la fuga di Sappada - Corriere delle Alpi

09 novembre 2017

Pagina 28, Cronaca

di Irene Aliprandi ROMATutto rinviato a martedì pomeriggio. Forse. È la Regione Veneto a bloccare, almeno per ora, il voto per il distacco di Sappada. La decisione è arrivata ieri sera, alle 18.30, su richiesta di tutti i capigruppo della Camera, al termine della riunione del "Comitato dei nove", durante la quale è arrivata ufficialmente la notizia che Luca Zaia aveva annunciato, una manciata di ore prima, durante un'audizione sull'autonomia del Veneto.«La Regione Veneto esprime pareri in maniera formale», ha detto Luca Zaia, durante l'audizione in Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale. «So che due ore fa il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, ha scritto alla presidente della Camera Laura Boldrini, rispetto a un vizio di forma». Un vizio che potrebbe essere determinante a fermare il voto. A sollecitare Zaia in Commissione erano stati Simonetta Rubinato (Pd) e Federico D'Incà (M5S). «L'art. 132 della Costituzione esige un parere della Regione», è stata la frase della Rubinato che ha innescato le parole di Zaia e la sensazione, abbastanza netta, è che nelle ultime ore sia stata messa in atto una sorta di pace politica trasversale nel Veneto per fermare il voto su Sappada. In Commissione Zaia ha citato anche le 210 firme raccolte da Max Pachner tra i sappadini contrari al passaggio.Rubinato, così come Roger De Menech, aveva già espresso chiaramente il suo no al passaggio di Sappada in Friuli, ma ieri in Commissione anche Zaia ha lasciato emergere tutta la sua preoccupazione: «Se qualcuno di voi pensa che la partita di Sappada inizi e finisca con il voto che avete in programma in queste ore, si sbaglia», ha detto Zaia. «Domani partiranno tutti gli altri (Rubinato aveva appena ricordato che i Comuni referendari sono 18 ndr), Cortina, Cinto, Livinallongo. Tutti vorranno andare. Io rispetto al massimo i referendari, sono un referendario nato, ma si sono vendute un sacco di illusioni e di promesse da Eldorado. Invece, se tutti vanno di là, la torta diventerà sempre più risicata per tutti», dice Zaia, citando una polemica che si sta alzando in Friuli, soprattutto tra le località di montagna, dove le risorse regionali non sono così consistenti da pensare di poterle dividere ulteriormente senza che la perdita si faccia sentire.Nel frattempo Ciambetti ha confermato di aver scritto alla Boldrini: «Sì, ho scritto, ma non ho ancora ricevuto risposta». In sostanza Ciambetti ha ricordato alla presidente della Camera, che la Regione Veneto non ha espresso il proprio parere in maniera formale sul passaggio di Sappada. Il consiglio regionale ha approvato una mozione presentata da un consigliere di opposizione. E pare che la differenza sia sostanziale.Sulla questione interviene direttamente la Rubinato: «Dopo la nostra richiesta al capogruppo del Pd Rosato di un approfondimento in Commissione per accogliere l'appello del Presidente della Provincia di Belluno, la sospensiva presentata insieme al collega Menorello, ora arriva la lettera del Presidente del Consiglio regionale del Veneto con cui si segnala un vizio di forma. Tutto questo mentre oltre duecento sappadini chiedono di fermare l'iter. Si pensa davvero di poter dare il via libera in queste condizioni al ddl per il distacco di Sappada dal Veneto? Abbiamo appreso da Zaia della lettera di Ciambetti, che noi stessi nei giorni scorsi avevamo sollecitato a intervenire in merito. Il fatto che egli segnali che il Consiglio regionale del Veneto non ha mai espresso sul punto il parere che l'articolo 132, comma 2, della Costituzione prescrive, può rappresentare un vizio nella procedura assai grave, unito ai dubbi sulla necessità di una legge costituzionale e non ordinaria per il passaggio di un comune da una regione ordinaria ad una regione speciale. Si tratta di elementi tali da invalidare il provvedimento, che potrebbe per questo essere impugnato. A questo punto, non c'è solo l'opportunità politica che spinge per un rinvio del voto in Aula, ma anche problemi formali che necessitano di un opportuno approfondimento».La lettera di Ciambetti è all'esame della presidente della Camera Boldrini e Sappada tornerà in aula martedì pomeriggio, ma a questo punto il futuro della proposta di legge sembra appeso a un filo che si sta spezzando.

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pubblicata il 09 novembre 2017

 
 
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