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Appello a Rosato: «Una pausa di riflessione» - Corriere delle Alpi

03 novembre 2017

Pagina 27, Cronaca

SAPPADA«Una pausa di riflessione per consentire al Parlamento, che rappresenta l'interesse nazionale, di ponderare adeguatamente tutti gli interessi in gioco e inquadrare la propria decisione in un'appropriata prospettiva di medio e lungo termine. Al tempo stesso, si possono dare risposte già dalla prossima legge di Bilancio, ora all'esame del Senato, alle istanze espresse da Sappada e dagli altri comuni che si trovano nella medesima condizione con il rifinanziamento del cosiddetto Fondo Letta, istituito presso la Presidenza del Consiglio, ma che non presenta alcuna dotazione in bilancio negli ultimi anni».È l'appello lanciato da Simonetta Rubinato e Roger De Menech, parlamentari del Pd, al loro capogruppo Ettore Rosato, che ha dato il via libera al voto sul distacco di Sappada. L'ultimo, quasi disperato, tentativo di sospendere la votazione del 6 novembre e di ottenere i fondi di confine per evitare l'emorragia dei comuni veneti al confine col Friuli Venezia Giulia.De Menech e Rubinato rilevano a Rosato che la discussione in sede parlamentare non può limitarsi al singolo caso di Sappada, «per quanto esso vada indubbiamente rispettato e valutato». Un'analisi non superficiale del contesto territoriale impone al Parlamento di valutare tutti gli interessi in gioco. E di considerarli alla luce dei recenti esiti referendari sull'autonomia.«La questione è nazionale», dicono, «come ha rilevato il presidente della Provincia Roberto Padrin«. I due deputati lamentano con Rosato che in Prima Commissione l'esame è iniziato il 25 ottobre e si è concluso in appena tre sedute il 31 ottobre, senza ammettere neppure le richieste audizioni dei presidenti di giunta e consiglio della Regione Veneto e della Provincia di Belluno, stante la calendarizzazione del provvedimento in Assemblea già fissata per il 6 novembre, a ridosso dell'avvio della sessione di Bilancio. «Peraltro la calendarizzazione in aula dopo soli 12 giorni dall'avvio dell'esame in Commissione», secondo De Menech e Rubinato, «contrasta anche con quanto previsto dal Regolamento della Camera che, all'articolo 81, stabilisce il termine di due mesi per la conclusione dell'esame in sede referente dei progetti di legge da parte delle Commissioni permanenti, termine che può essere ridotto a un mese nel solo caso in cui sia deliberata l'urgenza e a 15 giorni nel caso di disegni di legge di conversione dei decreti-legge». «Eppure, trattandosi di vicenda quanto mai delicata, con divergenze di interessi territoriali anche all'interno degli stessi gruppi politici, sarebbe indispensabile che nella gestione della tematica vi fosse una totale trasparenza, per non dare adito ad alcun dubbio di sviamento della funzione parlamentare attraverso una decisione censurabile di eccesso di potere legislativo, assunta in un momento in cui la legislatura sta ormai volgendo al termine».E per un tema così delicato, aggiungono, si pone la necessità di procedere attraverso lo strumento della legge costituzionale. «È necessario, infine, sul piano politico, evitare che il via libera da parte del legislatore all'aggregazione al Friuli-Venezia Giulia della rinomata località turistica di Sappada sembri essere stato favorito dal coinvolgimento di esponenti istituzionali di primo piano del Friuli-Venezia Giulia appartenenti al Partito Democratico», concludono i due dem, con riferimento a Debora Serracchiani. «Ecco perché chiediamo di dar seguito all'appello del presidente della Provincia di Belluno, che ha chiesto una pausa di riflessione da parte della Camera, "l'esito politicamente più auspicabile che i gruppi parlamentari dovrebbero ricercare, per non certificare con il proprio voto favorevole spinte centrifughe foriere di disegni privi di futuro"».(fdm)

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pubblicata il 03 novembre 2017

 
 
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