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«Non ha votato»: Lega contro Giuriati - Il Gazzettino

01 novembre 2017

Pagina VIII, Cronaca

CASIERUn volantino verde Lega. Depositato nelle cassette della posta degli abitanti di Casier. In foto Miriam Giuriati, sindaco Pd. E la scritta Chiede alla Regione il prolungamento del Terraglio Est! Ma non è andata a votare al Referendum per dare maggiori competenze e risorse al Veneto. Sembra uno scherzetto di Halloween e invece è una cosa seria. Così il Carroccio trevigiano prende a bersaglio il primo cittadino di Casier, reo di aver proclamato il suo astensionismo, in linea con la scelta di molti esponenti del Pd. Un atto di cui presto il Carroccio dovrà rispondere in tribunale. Perchè Giuriati, dopo essersi confrontata con il Prefetto di Treviso Laura Lega, si è recata nella caserma dei Carabinieri di Dosson per sporgere denuncia. Il volantino, firmato Lega Nord - Liga Veneta, la attacca sulla scelta di non essere andata a votare al referendum del 22 ottobre scorso, chiedendo al contempo il prolungamento del Terraglio Est. «Un volantino squallido, che incita al voto scambio -afferma il sindaco- Tralascio gli attacchi alla mia persona, considerato che l'affetto e la fiducia che i cittadini di Casier mi dimostrano continuano a darmi la forza per lavorare con orgoglio al servizio di questa comunità. Quello che non accetto è che nel dibattito politico possano entrare dinamiche di questo tipo, che comunque oggi ci danno una certezza in più: il grande nemico del Terraglio Est è la Lega Nord». SCUSA RIDICOLA Il sindaco di Casier definisce un ridicola scusa il voto sull'autonomia, anche perchè in materia stradale la competenza è già di Veneto Strade. «Dietro- sottolinea- c'è la mancata volontà della Lega di finanziare l'opera». La guasconata del Carroccio ha finito per mettere in moto una potente macchina di solidarietà a favore di Giuriati, paladina del Terraglio Est e da tempo critica nei confronti di Palazzo Ferro Fini, che si sarebbe sfilato dalle responsabilità economiche sul completamento della bretella. Dura condanna contro il volantino della Lega e piena solidarietà a Miriam Giuriati è espressa dalla segreteria provinciale del Partito democratico trevigiano. «Ho incoraggiato Miriam ad assumere tutte le iniziative, anche legali, perché ogni azione ha le sue conseguenze, non solo politiche, che non possono essere affatto tralasciate. Siamo di fronte ad un fatto sconsiderato che va assolutamente condannato- commenta con amarezza Lorena Andreetta- Mi auguro che le forze politiche tutte si oppongano a questo modo di fare politica che sa tanto di squadrismo e rievoca tempi bui che contrastano invece con la bella giornata di democrazia che il Veneto ha vissuto domenica 22 ottobre in occasione del referendum sull'autonomia. La libertà di opinione è un diritto sacrosanto che nessuno può mettere in discussione». POCA CHIAREZZA Floriana Casellato attribuisce propagande di questo segno anche alla posizione poco chiara assunta dal Partito Democratico in occasione del 22 ottobre. «Con questa campagna denigratoria si mina anzitutto la libertà di voto e di espressione, tanto più quando si prende di mira un amministratore che da sempre è in prima linea per dare risposte alla propria comunità. Mi risulta che la nostra sia una democrazia, non un regime autoritario, come invece traspare dai comportamenti della Lega-accusa- Anch'io mi sono convintamente astenuta, considerando inutile il quesito refendario che non avrebbe portato a nessun cambiamento, quando invece si sarebbe potuto avviare una seria trattativa con il Governo, come ha fatto l'Emilia Romagna». Infine sul Terraglio Est Casellato ricorda alla Lega che il secondo stralcio costa 14 milioni di euro, tanto quanto il referendum. Infine sulla vicenda interviene anche Simonetta Rubinato, favorevole al voto al Referendum sull'autonomia. «Questo modo di fare propaganda può guastare il clima di collaborazione tra le forze politiche necessario alla fase istituzionale in corso, rivelandosi un boomerang per chi lo fa. Credo che i Veneti, quelli che domenica 22 ottobre si sono recati alle urne e quelli che non lo hanno fatto perché nel loro diritto, meritino che la politica regionale si impegni ad un confronto costruttivo su come meglio portare avanti il percorso per l'autonomia della nostra regione, e non su una sterile caccia alle streghe» chiude la parlamentare Pd.Elena Filini

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pubblicata il 01 novembre 2017

 
 
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