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Referendum, il Pd ha deciso: “sì” - Il Gazzettino

01 agosto 2017

Pagina 12, Nordest

Alla fine il Partito Democratico Veneto decide di dire sì al referendum sull'autonomia. La decisione è arrivata ieri sera al termine della direzione regionale convocata a Padova. Due i documenti presentati: quello per il sì proposto dal segretario Alessandro Bisato e quello per il no depositato dal presidente Giovanni Tonella. Alla fine è stato comunque trovato un accordo (46 favorevoli e 2 astenuti, numeri risicati su cui la minoranza dem ha ironizzato) sulle premesse contro la «propaganda leghista». E con 30 favorevoli e 18 contrari, è stato sancito il definitivo via libera al «sì critico e condizionato». Favorevole al voto popolare si è detto il sindaco di Vicenza Achille Variati: «È vero, su questa consultazione pesa la figura di Zaia che ha monopolizzato tutta la campagna. Detto questo, però, dovevamo essere noi ad organizzare il referendum. Questa consultazione contiene in sè un rischio: quello che si possa arrivare a un nuovo centralismo regionale. Su questo dobbiamo essere molto attenti. Ma il Pd deve rivendicare il suo impegno referendario e magari chiedere a Zaia di essere presenti a Roma quando si andrà a trattare per l'autonomia del Veneto». Sulla stessa lunghezza d'onda la deputata Simonetta Rubinato: «Il referendum è un treno che non possiamo permetterci di perdere. Dobbiamo essere orgogliosi di sostenerlo. Noi dobbiamo essere della partita. Un risultato importante può far partire il cambiamento dell'Italia». Non la pensano naturalmente così gli orlandiani. Il più duro di tutti è stato l'ex consigliere regionale Giovanni Rolando: «Questo referendum non sarà una truffa ma sicuramente è una farsa. È contro l'Italia e contro l'Europa. Per questo in nessun modo dobbiamo appoggiare questa consultazione». Più sfumata invece la posizione del trevigiano Leone Cimetta, che ha insistito sul fatto che «l'appoggio al referendum potrebbe trasformarsi in una cambiale in bianco per Zaia che sulla consultazione sta portando avanti una partita tutta politica». Ma alla fine si è arrivati alla scelta di sintesi. «Con il voto a maggioranza di questa sera ha commentato il capogruppo regionale Stefano Fracasso la direzione regionale ha scelto di stare dalla parte delle ragioni dell'autonomia, con la propria storia e la propria visione del Veneto. Un risultato cui la grande parte del gruppo regionale ha contribuito in queste settimane».Dunque il Pd ha deciso di andare avanti, malgrado il ricorso presentato da due suoi esponenti, in cui la Regione si costituirà in qualità di controinteressata. Soprattutto sui social network continuano a divampare le polemiche, per il fatto che a suggerire l'avvocato Raffaele Bifulco ai ricorrenti sia stato il sottosegretario Gianclaudio Bressa, che sempre ieri ha incontrato il governatore Stefano Bonaccini e l'assessore Emma Petitti per l'avvio del confronto tra il governo e l'Emilia Romagna, «un primo importantissimo passo per l'attuazione, per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, del regionalismo differenziato».Un obiettivo che però il centrodestra intende perseguire preventivamente attraverso il voto popolare. Ed è già sfida interna: visto che il leader leghista Matteo Salvini punta a promuovere consultazioni simili in tutta Italia, oggi pomeriggio il gruppo forzista alla Camera presenterà un analogo piano, che prevede di cominciare dalla Calabria. © riproduzione riservata

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pubblicata il 01 agosto 2017

 
 
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